Jobs Act per gli Autonomi e i Liberi Professionisti: tutte le novità.

Una panoramica delle modifiche apportate dalla nuova norma su Liberi Professionisti e Lavoratori Autonomi

Alberto Liviero
0
0
jobs-act-per-gli-autonomi

In data 10 maggio il percorso della tanto attesa riforma del lavoro autonomo è giunto, finalmente, a conclusione. Con l’approvazione anche da parte del Senato del DDL 2233-b , il cosiddetto “Jobs Act per gli Autonomi”. Non resta che attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’entrata in vigore una volta decorsi 15 giorni dalla pubblicazione del testo.

Il Jobs Act porta con sé diverse misure e tutele (welfare) di notevole importanza e di portata decisamente innovativa (smart working) puntando a sostenere e valorizzare il lavoro autonomo non imprenditoriale oltre a migliorare la qualità della vita dei lavoratori dipendenti.

Vediamo insieme quali sono i principali punti toccati dalla riforma:

Smart working – Finalmente anche in Italia c’è spazio per il lavoro agile (c.d. smart working), che consente di eseguire il rapporto subordinato attraverso modalità e tecniche innovative. Di fatti la prestazione lavorativa viene eseguita in parte all’interno di locali aziendali e, senza una postazione fissa, in parte all’esterno entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Accesso ai fondi strutturali EU – Nello specifico, il Jobs Act per gli Autonomi prevede che ai fini dell’accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei, i lavoratori autonomi ed i Liberi Professionisti siano equiparati alle piccole e medie imprese.

banner-tianticipo

Tutela dei pagamenti – Senza alcun dubbio la norma sulle transazioni commerciali a tutela dei pagamenti si colloca sul podio tra le tutele che più interessano gli autonomi. Grazie a questo provvedimento i compensi per le prestazioni dovranno avvenire entro un termine concordato, mai superiore a 60 giorni, e se il termine non è pattuito la scadenza naturale sarà entro 30 giorni dall’emissione della fattura

Enti di previdenza e welfare – Una delle novità più sollecitate dalle parti sociali è proprio quella relativa al potenziamento del welfare per professionisti e collaboratori, sia attraverso una intensificazione delle tutele per la genitorialità, la malattia e l’infortunio, che mediante la previsione di soluzioni flessibili che consentano di conciliare al meglio l’attività lavorativa e le esigenze personali e familiari.

Formazione professionale – Con il Jobs Act per gli Autonomi, i costi sostenuti per seguire master e corsi di aggiornamento o per iscriversi a convegni, compresi i relativi costi di viaggi, vitto e alloggi, saranno interamente deducibili (ante riforma la deducibilità era fissata nella misura del 50%) nel limite di spesa di 10.000 euro all’anno.

Maternità e malattia – Importanti tutele anche in materia di sicurezza e salute. Infatti, la gravidanza, malattia e infortunio non comporteranno automaticamente l’estinzione del rapporto, la cui esecuzione, su richiesta della lavoratrice, rimarrà sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, fatto salvo, però, “il venir meno dell’interesse” del cliente. Per avere l’indennità di maternità non sarà inoltre più obbligatoria l’astensione dal lavoro.
Inoltre, i congedi parentali saliranno da 3 a 6 mesi, e saranno fruibili fino a che il bambino (anche adottato, o in affidamento) non compirà 3 anni.
Infine ricordo che le nuove norme si applicheranno ai lavoratori autonomi, compresi i liberi professionisti iscritti agli Albi professionali, ai lavoratori parasubordinati e ai collaboratori occasionali. Restano, invece, esclusi dall’ambito di applicazione della legge: gli imprenditori e piccoli imprenditori.

Ti è piaciuto questo articolo? Nella nostra newsletter trovi tutte le notizie più interessanti della settimana per il Mondo delle PMI in unico contenitore.

>> Clicca qui per iscriverti <<

Image credit: shutterstock

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Alberto Liviero

Alberto Liviero

Dottore Commercialista, iscritto all’ODCEC di Rovigo. Formazione di stampo giuridico-economica, con un occhio di riguardo all'innovazione ed alle nuove tecnologie.

Ultimi post su Twitter

3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

5 × due =