Lavoro accessorio: in vigore le nuove regole

L' I.N.L. ha divulgato la sua prima circolare sul tema dei voucher.

Redazione MondoPMI
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In data 17.10.2016 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha divulgato la sua prima circolare e lo fa con un tema particolarmente importate: i voucher. Si attendeva infatti dall’8 ottobre scorso una circolare da parte del Ministero del Lavoro che spiegasse come procedere ad adempiere a quanto previsto dal recente D.Lgs. 185/2016, con il quale è stato introdotto un obbligo di comunicazione più stringente per l’utilizzo del lavoro accessorio.

CHE COS’È IL LAVORO ACCESSORIO

È una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto “accessorie”, che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non regolamentate. Attraverso i buoni lavoro, i cd “voucher” sono garantite la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL.

VANTAGGI

Per il committente
Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto.

Per il prestatore
Il prestatore può integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato.
È, inoltre, cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari.

LE RECENTI NOVITA’

Il D.Lgs. 185/2016 ha modificato l’art. 49, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015, avvicinandosi così a quanto previsto dalla disciplina per il lavoro intermittente (job on call). La Circolare in questione spiega che la comunicazione andrà effettuata:

  • per gli imprenditori non agricoli e per i professionisti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione e dovrà riguardare ogni singolo lavoratore che sarà impegnato in prestazioni di lavoro accessorio e dovrà indicare: 1. i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore; 2. il luogo della prestazione; 3. il giorno di inizio della prestazione; 4. l’ora di inizio e di fine della prestazione;
  • per gli imprenditori agricoli entro lo stesso termine di 60 minuti prima della prestazione ma con contenuti parzialmente diversi. In questo caso infatti si prevede che la comunicazione indichi: 1. i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore; 2. il luogo della prestazione; 3. la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.

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MODALITA’ DI ACQUISTO

L’I.N.L. evidenzia che resta ferma la dichiarazione di inizio attività da parte del committente già prevista nei confronti dell’INPS. Per cui i committenti imprenditori o liberi professionisti, hanno l’obbligo di acquistare i buoni lavoro esclusivamente con modalità telematiche attraverso:
• la procedura telematica INPS (cosiddetto voucher telematico);
• tabaccai che aderiscono alla convenzione INPS – FIT e tramite servizio internet Banking Intesa Sanpaolo;
• Banche Popolari abilitate;
Mentre i committenti non imprenditori o professionisti, invece, possono continuare ad acquistare i buoni, anche presso gli Uffici Postali di tutto il territorio nazionale.

COMUNICAZIONE INPS

Prima dell’inizio delle attività di lavoro accessorio il committente deve effettuare la dichiarazione di inizio prestazione che intende compensare a mezzo voucher, attraverso:
• il Sito internet www.inps.it;
• il Contact Center al n. 803.164 (da numero fisso) o al n. 06164164 (da cellulare);
• presso una sede INPS.
La dichiarazione dovrà contenere l’anagrafica di ogni prestatore ed il relativo codice fiscale più la data di inizio e di fine presunta dell’attività lavorativa e relativo luogo di svolgimento della prestazione.

Il committente è (e rimane) obbligato a comunicare preventivamente l’inizio della prestazione all’INPS, attraverso i canali indicati, in quanto tale dichiarazione vale anche ai fini INAIL.
Il committente dovrà inoltre entro 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro, inviare una e-mail alla competente Direzione del Lavoro agli indirizzi di posta elettronica creati appositamente e presenti nella circolare di cui sopra.
La mancata comunicazione prevede l’applicazione della maxi-sanzione lavoro nero.

 

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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