Legge di Bilancio 2018: agevolazioni alle PMI e ai giovani

4,7 miliardi destinati agli investimenti dello Stato a favore delle imprese

Redazione MondoPMI
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agevolazioni alle PMI

È stata approvata dal Consiglio dei Ministri la Legge di Bilancio 2018, anche se non ancora passata al vaglio delle Camere per eventuali aggiustamenti e la votazione finale. Una manovra incentrata principalmente sulla concessione di agevolazioni alle PMI e ai giovani, al fine di sostenere lo sviluppo economico e rilanciare l’occupazione giovanile. Per portare a termine tutte le misure previste nella Legge di Bilancio, sono stati stanziati fondi per 20,4 miliardi di euro: di questa somma, 15,7 miliardi saranno necessari per annullare l’attuazione delle clausole di salvaguardia, bloccando le aliquote IVA al 22%. I rimanenti 4,7 miliardi di euro saranno invece impiegati per la realizzazione di misure a favore delle imprese italiane.

Tra i provvedimenti più rilevanti è da evidenziare sicuramente l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati previsto per il 2019, così da abolire di fatto lo spesometro, riducendo gli adempimenti fiscali per le imprese e limitando sempre di più casi di evasione fiscale.

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Un’altra iniziativa deliberata per offrire agevolazioni alle PMI è strettamente legata alla crescita occupazionale, in particolar modo dei giovani: il Governo ha infatti stabilito di concedere anche per il 2018 un bonus per l’assunzione di giovani da parte delle imprese. Il provvedimento in questione prevede la decontribuzione del 50% sui primi tre anni dell’assunzione a tempo indeterminato: in altre parole, per le PMI che assumeranno giovani tramite un contratto stabile, anche se di apprendistato, verrà dimezzato l’importo dei contributi previdenziali relativi ai primi tre anni di retribuzione dei lavoratori. Nulla di nuovo dal 2017, se non per l’incremento del limite di età dei giovani e il tetto massimo previsto per lo sgravio: rispetto allo scorso anno, infatti, verrà ampliato il raggio d’azione, non considerando più solo under 29, ma anche under 35. Inoltre, il tetto annuo massimo per lo sgravio verrà innalzato a circa 4.000 euro. Secondo il Governo questa manovra permetterebbe alle PMI di ottenere vantaggi, essendo queste le più attive per numero di assunzioni e ricerca di nuovi dipendenti, soprattutto specializzati.

Nella Legge di Bilancio 2018 si intende inoltre concedere agevolazioni alle PMI attraverso la proroga dell’iper e del super ammortamento. Mentre l’iper ammortamento è stato riconfermato al 250% per quanto riguarda gli impianti digitali, il super ammortamento subirà qualche modifica: l’aliquota agevolata applicata ai beni ammortizzabili passerà infatti dal 140% al 130%; inoltre, verrà ristretto il campo, escludendo totalmente i veicoli, anche nel caso in cui questi venissero utilizzati come beni strumentali dell’impresa.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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