Manovra 2017: ecco alcune delle novità principali

Detrazioni, investimenti e fondo di garanzia in aiuto delle pmi.

Redazione MondoPMI
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Sono tante e roboanti le novità della manovra 2017, che andranno ad impattare sia a livello fiscale che operativo su aziende e imprenditori.

La nostra analisi che potrebbe essere molto più estesa visto il grande quantitativo di nuove regolamentazioni che entreranno in vigore, parte dal prolungamento del superammortamento al 140% che proseguirà anche per tutto il 2017. Ad aggiungersi, ci sarà dal prossimo anno l’iperammortamento, che all’interno della cornice del piano governativo Industria 4.0, andrà a sostenere l’acquisto di beni digitali, che verranno indicati in un elenco specifico. I beni potranno essere consegnati entro il 30 settembre 2018 ma dovranno essere pagati anticipatamente almeno del 20% entro la fine del 2017.

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Ricerca e Sviluppo

Oltre ai beni digitali il Governo intende incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo andando a potenziare il credito d’imposta. Cresce fino al 50% questo benefit per qualsiasi tipologia di spesa e il tetto massimo che sale da 5 a 20 milioni di Euro. Il credito sarà calcolato in percentuale delle spese incrementali rispetto alla media degli investimenti realizzati tra il 2012 e il 2014.

Detrazioni per startup e pmi innnovative

Aumentano fino al 30% le detrazioni fiscali già in vigore per chi investe in startup e pmi innovative, rispetto all’attuale 19% (per soggetti Irpef) e 20% (soggetti Ires). Raddoppia il limite massimo di investimento su cui calcolare la detrazione d’imposta per i soggetti Irpef (1 milione di euro). Le misure di finanza d’impresa prevedono in tutto un impegno pubblico di 450 milioni tra il 2017 e il 2020 per mobilitare risorse private superiori a 2,5 miliardi.

Fondo centrale di garanzia

Le risorse messe a disposizione del Fondo Centrale di Garanzia aumentano del 10% arrivando fino a un miliardo. Secondo le stime presentate dal ministro Carlo Calenda, con l’effetto leva che il Fondo di Garanzia potrà attivare grazie all’imminente riforma, si attiveranno finanziamenti bancari tra i 23 e i 26 miliardiPer ultimo ma non meno importante cresce di 100 milioni di Euro la dote per la promozione del Made in Italy, che dovrebbe consentire un aumento del fatturato delle imprese per circa un miliardo di Euro.

Uno sforzo, quello del Governo, che si spera possa dare la spinta necessaria a tutte le imprese per uscire dall’impasse che dopo anni di difficoltà, un 2015 in ripartenza che caratterizza questo 2016

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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