Nuova proroga per lo Spesometro 2017

Rinviata al 16 ottobre la scadenza per la presentazione dei dati delle fatture

Redazione MondoPMI
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Ancora una volta la data di scadenza per la presentazione dello Spesometro è stata prorogata: i dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre del 2017 dovranno quindi essere comunicate entro il 16 ottobre.

Una buona notizia per tutti i contribuenti che hanno avuto problemi o ritardi nella presentazione della documentazione necessaria, avente come iniziale scadenza il 28 settembre e rimandata al 6 ottobre a causa di problemi tecnici della piattaforma.

Ad affermare il provvedimento con il rinvio del termine ultimo di comunicazione dei dati dei contribuenti è il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. La decisione di posticipare continuamente la data di scadenza è scaturita inizialmente in conseguenza a situazioni di blackout e successivamente a causa di ulteriori tilt del sistema nelle ultime ore.

I principali problemi che hanno generato errori e rallentamenti nella piattaforma tali per cui si è ritenuto opportuno prorogare il termine ultimo per lo Spesometro riguardano sostanzialmente le modalità di accesso ai dati dei contribuenti: da quanto appreso, infatti, determinati soggetti hanno potuto accedere a file non firmati da loro stessi pur non essendo delegati esplicitamente alla consultazione dei dati. A questo si è aggiunta anche la possibilità di entrare nell’area riservata del sistema attraverso il solo requisito del codice fiscale.

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Sogei, la società che gestisce materialmente il sito dell’Agenzia delle Entrate, dopo aver ricevuto tali segnalazioni, è dovuta immediatamente intervenire, bloccando alcune funzioni del software: un’azione necessaria per evitare ulteriori ripercussioni che avrebbero potuto determinare vere e proprie violazioni della privacy. A tal proposito è infatti stata avviata un’indagine dal Garante della Privacy, che visto l’accaduto ribadisce il concetto di estrema delicatezza nel momento in cui si ha a che fare con la protezione dei dati personali. Altri problemi rilevati in questi giorni nel sistema riguardano, oltre al rallentamento generale delle operazioni, il rifiuto degli invii dei dati senza motivazione: una situazione momentaneamente in sospeso, finché l’Agenzia delle Entrate non comunicherà esplicitamente ai contribuenti se gli invii rigettati sono da considerarsi validi o meno.

Ciò che assicura Sogei è che le problematiche riscontrate nella piattaforma non sono dovute ad attacchi hacker: è quindi da escludere il possibile accesso ai dati non autorizzato e la conseguente sottrazione di informazioni.

Nonostante i commercialisti e i tributaristi abbiano comunque richiesto un provvedimento per sospendere le sanzioni finché il sistema dell’Agenzia delle Entrate non abbia definitivamente superato le varie problematiche, il Governo non si è ancora espresso ufficialmente su come agirà. È certo però che per quest’ultimo, l’operazione dello Spesometro si è rilevata finora una pesante sconfitta.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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