On-line i nuovi modelli per gli studi di settore

Novità in materia di semplificazione, eventi sismici e voucher.

Redazione MondoPMI
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On-line i nuovi modelli per gli studi di settore

Sono ufficialmente on-line i 193 nuovi modelli per gli studi di settore. Novità all’insegna della semplificazione attraverso una riduzione dei dati richiesti nella fase di compilazione e, di conseguenza, un alleggerimento di quadri e variabili.

LE PRINCIPALI NOVITA’

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate datato 31 gennaio 2017 ha ufficialmente approvato i 193 modelli necessari alla comunicazione delle aziende per gli studi di settore in merito alle attività economiche svolte nel periodo d’imposta 2016. Tali modelli riguardano:
– 66 studi per settore del commercio;
– 53 studi per i servizi;
– 50 studi per le attività manifatturiere;
– 24 studi per i professionisti.

I modelli devono essere inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate congiuntamente alla dichiarazione dei redditi annuale tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline oppure ricorrendo ad intermediari incaricati. Hanno l’obbligo di presentazione tutti i contribuenti a cui si applicano gli studi di settore e che, nel periodo d’imposta 2016, hanno svolto prevalentemente attività economiche rientranti nei settori sopra elencati.

I nuovi studi di settore sono stati pianificati e approvati in un’ottica di semplificazione che punta a ridurre le informazioni richieste all’interno dei modelli inserendo così solo quelle strettamente necessarie per l’applicazione degli studi di settore e l’elaborazione degli indici di affidabilità. Sono state dunque eliminate il 25% delle informazioni, pari a circa 5.300 righe in meno, che portano a minori adempimenti per i contribuenti.

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Oltre alla semplificazione, un’altra novità di quest’anno riguarda gli eventi sismici verificatisi con data successiva al 24 agosto 2016. Questi tornano dunque ad essere ricompresi negli studi di settore: possono invocare causa di esclusione dall’applicazione degli studi tutti i contribuenti vittime di eventi sismici per il “periodo di non normale svolgimento dell’attività”. Le fattispecie presenti nella della circolare n. 30/E del 19 settembre 2013 sono state così aggiornate.

Per i prestatori di lavoro accessorio la cui remunerazione avviene tramite voucher, le imprese e i lavoratori autonomi hanno l’obbligo di riportarli nel modello. Nello specifico tali importi dovranno essere inseriti nel rigo A2 e il numero di giornate retribuite dovrà essere calcolato dividendo per otto il numero complessivo di ore lavorate.

È possibile consultare i modelli collegandosi al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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