Parte oggi la Voluntary Disclosure bis

I dati dovranno essere trasmessi all'Agenzia delle Entrate tramite il servizio telematico.

Redazione MondoPMI
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Parte ufficialmente oggi la Voluntary Disclosure bis: aperti dunque dal 7 febbraio i canali telematici per presentare la domanda.

LA NUOVA PROCEDURA

Il 3 febbraio 2017 Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha firmato il provvedimento n.0025749 con cui vengono ufficialmente approvate le specifiche tecniche per la presentazione delle istanze di adesione. Questo provvedimento ha portato ad un restyling del modello al fine di migliorarne la stampa e ad un’integrazione delle istruzioni volte ad agevolare la gestione di imposte e sanzioni. È possibile consultare il modello e le istruzioni sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate ed eventualmente procedere con la trasmissione dell’istanza via web. I dati dovranno essere trasmessi all’Agenzia tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline e possono presentare domanda per la Voluntary Disclosure bis tutti i professionisti abilitati tra cui anche avvocati e revisori contabili iscritti al registro. Entro il 31 luglio 2017 è necessario presentare un quadro generale comprensivo di:
– tutte le violazioni;
modalità e momenti in cui sono state realizzate e commesse;
– indicazione di eventuali contanti o valori al portatore oggetto della collaborazione volontaria.

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I contribuenti che hanno inviato il vecchio modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate nel 2015, a partire da oggi dovranno provvedere ad inviare anche il nuovo modello avendo cura di barrare, al suo interno, la casella con la dicitura “Istanza trasmessa in precedenza“.

La voluntary disclosure nella sua prima edizione ha portato ad incassare circa 4 miliardi di euro derivanti da circa 130 mila domande di adesione e più di 59 miliardi di attività estere emerse da tale operazione.
Positive comunque le previsioni anche per il disclosure bis, è infatti previsto che questa seconda edizione porti nelle casse dello Stato circa 1,6 miliardi di euro.

Rossella Orlandi ha così commentato il secondo turno di adesione: “Mi aspetto che ci sia ancora un numero importante di contribuenti italiani che vogliono regolarizzare la loro posizione. Noi ci aspettiamo un numero sicuramente ancora abbastanza alto di richieste anche se è da verificare nel concreto”.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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