Partita Iva: novità 2017

Spesometro e obblighi di comunicazione saranno suddivisi in trimestri.

Redazione MondoPMI
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Il Decreto Fiscale legato alla Legge di Bilancio 2017 è stato ufficialmente approvato dal Governo. Attualmente al vaglio del Senato, prevederà alcune novità per i liberi professionisti in possesso di Partita IVA. Sono previsti otto nuovi adempimenti fiscali per una spesa di circa 480€ a testa nel 2017 che aumenterebbe a 720€ nel 2018.

LE PRINCIPALI NOVITA’

La strategia del governo Renzi prevede dal 2017 un aumento delle comunicazioni suddivise in trimestri che porterebbero dunque nelle agende dei contribuenti con partita IVA 4 appuntamenti all’anno, mentre prima veniva inviata all’Agenzia delle Entrate una sola comunicazione annuale che riportava il c.d “Spesometro” ovvero il totale fatturato in un determinato periodo. Anche l’obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche dell’Iva dovrà avvenire ogni 3 mesi: i contribuenti, eccetto i soggetti passivi che non devono presentare la dichiarazione annuale IVA e la comunicazione delle liquidazioni periodiche, hanno l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati contabili di riepilogo delle liquidazioni periodiche dell’imposta.
Una volta inviata la comunicazione, il contribuente dovrà attendere gli accertamenti posti in essere dall’ente di riscossione: verranno confrontati i dati delle fatture emesse con quelli relativi alle liquidazioni e verranno valutati la coerenza e i versamenti effettuati. Se emergono disallineamenti l’Agenzia delle Entrate provvederà a comunicarlo al contribuente che può rispondere in qualsiasi momento con richieste e segnalazioni.

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Per quanto riguarda le operazioni rilevanti ai fini IVA, i dati relativi alle fatture emesse e ricevute dovranno infatti essere inviati entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre. Tale comunicazione avverrà in via telematica e sarò molto analitica, dovrà infatti contenere per ciascuna fattura:

  • data e numero;
  • imponibile;
  • soggetti coinvolti;
  • imposta;
  • aliquota;
  • tipologia di operazione.

Se i dati relativi ad ogni fattura vengono omessi o comunicati in modo errato, sono previste sanzioni variabili tra i 25€ e i 25.000€. Per l’omissione della comunicazione periodica è invece prevista una sanzione che varia tra i 500€ e i 2.000€.

Per coloro che registrano un fatturato inferiore a 50 mila euro all’anno, è previsto un credito d’imposta pari a 100€ che può essere speso nel 2018 per spese di adeguamento tecnologico.

 

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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