Partite IVA: arriva il nuovo Jobs Act

Molte le novità introdotte per le partite iva sui temi dei pagamenti e tutele.

Redazione MondoPMI
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È prevista per oggi l’approvazione alla Camera dello Statuto del lavoro autonomo a completamento del Jobs Act, che successivamente dovrà ricevere il via libera del Senato per l’approvazione definitiva. Nei 22 articoli contenuti nel Ddl, verrà disciplinato per la prima volta lo smart working, che sarà configurato come una modalità di esecuzione di rapporto di lavoro subordinato e non come una nuova tipologia contrattuale, contraddistinto dall’utilizzo di strumenti tecnologici sia internamente che esternamente all’azienda.

LE PRINCIPALI NOVITÀ

Le principali novità introdotte dal Ddl si articolano in diversi ambiti:

  • saranno dichiarate abusive le clausole di pagamento superiori ai 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente;
  • estensione delle spese deducibili, saranno ora compresi i costi di aggiornamento professionale, convegni e master fino a 10.000 Euro e i costi per orientamento e ricerca di nuove opportunità fino a 5.000 Euro;
  • possibilità di ricevere l’indennità di maternità anche continuando l’attività lavorativa ed eliminando l’astensione obbligatoria;
  • possibilità per i professionisti di partecipare a bandi e gare di appalto pubbliche per l’aggiudicazione di consulenze o ricerche, equiparando in questo modo le partite iva alle PMI per l’accesso ai piani operativi regionali e nazionali per l’assegnazione dei fondi strutturali europei.

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Tra le altre novità previste, con il Ddl-coll anche i collaboratori avranno diritto all’indennità di disoccupazione. In questo modo l’indennità diventa strutturale ed estesa ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio, determinando un contestuale aumento dell’aliquota contributiva di 0,51 punti percentuali. Sarà invece delegata al Governo la possibilità di estendere le tutele di malattia e di maternità ai non iscritti agli ordini professionali.

Sul tema del lavoro agile, dovrà essere previsto un tempo di riposo nel contratto tra azienda e lavoratore, ovvero il diritto alla disconnessione, che non dovrà essere inferiore a quello previsto per i colleghi interni all’impresa che svolgono lo stesso mansionario previsto dal contratto di lavoro collettivo.

È stata introdotta una nuova disciplina per maternità e infortuni e malattie. Per le maternità sarà possibile sospendere il rapporto di lavoro con il committente per un periodo di tempo non superiore a 150 giorni, e con il suo benestare il professionista potrà essere sostituito da un collega di fiducia che abbia gli stessi requisiti professionali. Per gli infortuni e le malattie, se gravi, il versamento dei contributi potrà essere sospeso fino a 2 anni.

Infine, è stato specificato che non concorrono alla formazione il reddito tutte le spese sostenute dal datore per lo svolgimento dell’incarico, le quali non costituiscono dei compensi in natura per il professionista.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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