Perché realizzare un business plan?

5 buoni motivi per pianificare la vostra idea di business.

Alberto Liviero
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Il business plan nasce come documento a supporto dell’imprenditore per definire e pianificare le azioni da intraprendere per sviluppare una nuova idea di business sia in fase di start-up, sia in fase di piena maturità, o di crisi, dell’impresa. Se l’imprenditore vuole raggiungere efficientemente determinati risultati non può prescindere dal business plan, per questi 5 semplici motivi:

Sviluppare l’idea di business

Avere solo un’idea spesso non basta. L’idea deve essere sviluppata, realizzata all’interno di un progetto, elaborare una strategia su di essa, un piano d’azione. Il business plan permette quindi di concretizzare qualcosa di intangibile quale è un’idea.

Monitoraggio delle performances

Un buon piano di business deve essere in grado di delineare la rotta da percorrere in un arco di tempo minimo di 3-5 anni. Per non perdere la bussola durante il percorso è essenziale fissare target intermedi da tenere sotto costante monitoraggio, in tal modo l’imprenditore è in grado di capire se si sta rispettando il timing fissato e se la strada che si sta percorrendo è quella giusta. Inoltre è possibile intercettare tempestivamente eventuali ritardi ed adottare le dovute contromisure. Un esempio? Fissare il Break Even Point ed i relativi step da monitorare durante il percorso in modo da verificare il corretto raggiungimento del traguardo.

Supporto decisionale e strategico

Sviluppare un’idea di business senza un’analisi di mercato potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol. L’analisi deve essere in grado di individuare la presenza di particolari competitors, di barriere all’entrata o di specifiche certificazioni o licenze necessarie per operare in un determinato paese o settore. Provate ad immaginare una situazione in cui a pochi mesi dall’avvio vi accorgete della presenza nel vostro settore di un rivale altamente concorrenziale. Questo e tanti altri fattori se non presi in considerazione nell’elaborazione del piano potrebbero produrre effetti negativi irreversibili.

Acquisizione di mezzi finanziari

Ultimamente banche ed investitori, prima di prendere in considerazione una proposta di finanziamento rilevante, richiedono la presenza di un business plan quale strumento idoneo per illustrare il progetto, le modalità di investimento delle risorse finanziate e il programma di rimborso della somma erogata. In taluni casi potrebbe richiederlo anche un fornitore prima di impegnarsi in una commessa ultrannuale dai valori economici di una certa entità.

Analisi e gestione dei rischi

Il risk management permette di individuare quali sono le aree ed i rispettivi fattori di rischio che incidono negativamente nelle performances aziendali, non si può correre il pericolo che un potenziale evento metta in discussione la riuscita del progetto.

Una volta anticipati ed individuati i fattori di rischio il piano di business deve pianificare e stabilire contromisure efficaci per deviare il percorso della strategia ed evitare completamente il rischio.

Image Credit: Shutterstock

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Alberto Liviero

Alberto Liviero

Dottore Commercialista, iscritto all’ODCEC di Rovigo. Formazione di stampo giuridico-economica, con un occhio di riguardo all'innovazione ed alle nuove tecnologie.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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