PMI in difficoltà con la pubblica amministrazione

La maggioranza impiega mensilmente 3 giorni lavorativi

Redazione MondoPMI
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PMI in difficoltà con la pubblica amministrazione

Le PMI in difficoltà con la pubblica amministrazione e questioni riguardanti la burocrazia. “Piccole imprese e Pubblica amministrazione: un rapporto (im)possibile” è un’indagine condotta dal CNA per comprendere quanto tempo e finanze investono le PMI per le questioni di natura burocratica. Se ne è dedotto che la spesa che grava sulle PMI per la burocrazia, si aggira intorno ai 22 miliardi di euro l’anno. Nell’arco dei dodici mesi si parla di circa 5mila euro per ciascuna attività. Questo perlomeno è quanto è stato compreso dall’indagine che ha coinvolto 1035 imprese, sul modello di un analogo studio elaborato tre anni prima.

Quali le percentuali delle PMI in difficoltà con la pubblica amministrazione?

Per adempiere alla compilazione della documentazione necessaria e all’esecuzione di tutte le pratiche le imprese impiegano:

  • 3 giorni lavorativi sono quelli spesi da parte di un consistente 41,3% 
  • 5 giorni lavorativi per un 32,2% delle imprese
  • 10 giorni lavorativi per il 9,1%
  • oltre 10 giorni lavorativi per il 6,8%
  • meno di una giornata lavorativa solo per il 10,7% dei casi in esame

Rimane diffusa e ampiamente utilizzata la consulenza realizzata da soggetti esterni a cui si appoggiano le PMI. Se ne avvale “sempre” il 46,5% delle imprese (tre anni fa la percentuale raggiungeva ben il 61,1%), mentre il 36,6% vi ricorre “frequentemente”.

L’89,7% delle aziende ritiene che lo svolgimento di tutte le pratiche burocratiche rappresenti un grave ostacolo per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Con meno tempo a disposizione diminuisce la possibilità di una crescita continua e allo stesso tempo si dimostra più debole anche la capacità di rendersi competitivi sul mercato. 

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Quali sono i fattori che appesantiscono la pubblica amministrazione delle PMI?

Diversi sono gli elementi principali. Il 67,8% delle imprese incolpa la legislazione italiana, che risulta essere poco chiara e molto complessa. Più nello specifico risentono maggiormente di questa burocrazia complicata le imprese edili e i fornitori di servizi alle imprese. Tra gli ostacoli più rilevanti si confermano il gran numero di informazioni che l’amministrazione pubblica richiede (hanno infatti un peso del 43,8%) e la lentezza della macchina burocratica (27,5%).

PMI in difficoltà con la pubblica amministrazione: come rendere più snello il sistema?

Esistono sistemi che facilitano la pubblica amministrazione delle PMI. Il 66,9% delle imprese si serve del Durc online. Il Durc è l’attestazione dell’assolvimento degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile. La semplificazione dei rapporti tra pubblica amministrazione e imprese passa ormai per la maggior parte tramite il sistema telematico. La garanzia di un’interazione rapida e tempestiva tra soggetti pubblici e privati è ciò a cui le PMI auspicano maggiormente.

 

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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