PMI innovative: rivista la certificazione di bilancio

Resta necessaria per l'iscrizione al Registro ma cambiano le regole.

Redazione MondoPMI
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In una nota del Ministero dello Sviluppo alle Camere di Commercio, si fa luce sui bilanci delle PMI innovative, chiarendo che la certificazione del bilancio stesso, può essere successiva alla sua pubblicazione.

La nota arriva qualche mese dopo il problema che si era verificato nella primavera scorsa, quando, il provvedimento, che era stato emanato in periodo di chiusura dei bilanci, non è stato recepito in tempo dalla maggior parte delle aziende causandone di fatto l’estromissione dal Registro delle PMI innovative.

La certificazione di bilancio è requisito necessario per l’iscrizione al Registro, che al momento conta solo su 65 imprese innovative. Con la circolare n. 3683, del 3 novembre, Il Ministero ha voluto fare chiarezza in questo senso, annunciando che le PMI innovative possono effettuare la certificazione anche successivamente all’approvazione, ma, comunque prima dell’iscrizione in sezione speciale del Registro.

Dal primo anno di esercizio dell’attività successivo all’iscrizione al registro, tutte le PMI innovative devono adempiere alla certificazione del bilancio allo stesso momento dell’approvazione dello stesso.

Il Ministero specifica che a regime e per le società di regola già soggette a tale obbligo, la certificazione del bilancio dovrà essere accompagnata dal bilancio, nota integrativa e relazioni, e depositata presso il registro delle imprese, pena la cancellazione immediata dalla sezione speciale e la decadenza dalle relative agevolazioni, senza possibilità di proroghe o sanatorie o remissioni in termini.

Image Credit: Shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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