Registrare marchi all’estero: nuovi incentivi

Il MiSE mette a disposizione quasi 4 milioni di euro

Redazione MondoPMI
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registrare marchi all'estero

L’internazionalizzazione è al centro di molti percorsi di sviluppo delle PMI italiane, forti di un brand come il Made in Italy, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo come simbolo di qualità, stile e attenzione al dettaglio. Le imprese italiane però si trovano spesso in difficoltà nell’attuare i piani di esportazione sia per mancanza di fondi da dedicare all’investimento, sia per la difficoltà di registrare marchi all’estero; i rischi su questo fronte sono sempre in agguato, tra tutti l’appropriazione indebitea dei marchi italiani non coperti da brevetto, da parte di imprese estere che puntano ad approfittare della credibilità del brand Made in Italy

la nuova agevolazione “Marchi+3” è stata pensata proprio per consentire alle PMI di registrare marchi all’estero più facilmente. Emanata dalla Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico insieme a Unioncamere, “Marchi+3″ ha proprio l’obiettivo di supportare le PMI italiane nel percorso di tutela dei marchi all’estero, attraverso misure che valorizzano e sostengono la capacità competitiva e innovativa delle piccole e medie imprese italiane. Lo strumento scelto è un aiuto economico per registrare marchi all’estero.

Per il 2018, il MiSE ha messo a disposizione risorse pari a 3.825.000,00 euro suddivisi in due linee di intervento.

Misura A 
Agevolazione con l’obiettivo di favorire la registrazione di marchi all’estero, dedicata a marchi appartenenti all’Unione Europea da registrare presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), tramite l’acquisto di servizi specialistici.
Tra le attività finanziabili rientrano, ad esempio, le spese per la progettazione del marchio e per la ricerca di anteriorità, l’assistenza per la tutela e il deposito dello stesso, nonchè le tasse richieste da EUIPO.
L’agevolazione prevista dalla Misura A può coprire fino all’80% delle spese sostenute per un massimo di 20.000 euro, di cui 6.000 spesi per la registrazione del marchio presso l’EUIPO.


Misura B
Agevolazione che differisce per la destinazione d’uso rispetto alla misura A: il finanziamento, infatti, può essere utilizzato per la registrazione di marchi internazionali presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà intellettuale (OMPI), sempre tramite l’acquisto di servizi specialistici.
Anche in questo caso, le spese possono essere coperte fino all’80% con un massimo di 6.000 euro nel caso la domanda di registrazione presso l’OMPI sia relativa ad un solo Paese, mentre un massimo di 7.000 se la domanda interessi due o più Nazioni.
Nel caso la registrazione del marchio interessi Pesi comprendenti Cina o Stati Uniti, le spese ammissibili potranno essere coperte fino al 90%.


Le domande di agevolazione potranno essere presentate tramite un apposito form online che sarà disponibile dal 07 marzo 2018 alle ore 09.00 fino ad esaurimento risorse.

Tra i requisiti necessari per usufruire dell’agevolazione per registrare marchi all’estero Marchi+3, c’è l’obbligo di essere una micro impresa o PMI, avere sede legale in Italia ed essere iscritta al Registro delle Imprese, essere titolari di un marchio e non essere in stato di liquidazione e scioglimento.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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