Sempre più giovani le startup innovative

Molti Under 35 ma poche donne. Piace molto la tecnologia.

Redazione MondoPMI
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Continua a crescere il conteggio delle startup innovative nel registro apposito istituito nelle Camere di Commercio di tutto il paese.

Al 31 marzo, infatti, il numero totale delle registrazioni è pari a 5.439, quasi 300 unità in più (+5,8%) rispetto all’ultimo mese dello scorso anno. In dati assoluti, le startup innovative sono ancora una goccia in mezzo all’oceano, rappresentando circa lo 0,35% dell’oltre un milione e mezzo di società di capitali italiane.

Le oltre 5mila imprese innovative registrate, hanno un capitale sociale medio di circa 51mila Euro, dato in aumento del +7,3% rispetto alla rilevazione precedente. La voglia di scommettere su queste realtà sembra quindi viva, soprattutto nei settori tecnologici: sono, infatti, la produzione di software, la consulenza informatica e le attività di R&S i campi in cui le startup si concentrano maggiormente. Il 72% delle startup iscritte al registro ha come oggetto della propria attività la fornitura di servizi alle imprese, il 18% opera in settori industriali come la fabbricazione di computer e prodotti elettronici e il 4,2% opera nel commercio.

Quello che maggiormente colpisce, però, è la composizione di queste società: la startup sembra essere una “roba da uomini”. Solo il 13,4% del totale ha un’organigramma a prevalenza femminile contro la media nazionale delle società di capitali che arriva al 16,7%; se in questa lista si inseriscono le imprese con almeno una presenza femminile il totale sale al 44,4% contro una media del 49,9%.

Ma sono i giovani Under 35, i protagonisti dell’innovazione odierna: quasi 1 società su 4 ha prevalenza di giovani nella compagine societaria contro una media nazionale del 6,4%. Se si prende in considerazione le startup che abbiano almeno un giovane nell’organigramma la percentuale sale al 38,8% contro il 13,1% della media delle società di capitali.

A livello regionale, la Lombardia guida la classifica con 1183 startup innovative (21,8% del totale) seguita da Emilia Romagna, Lazio, Veneto e Piemonte. Capovolgendo l’elenco, dal fondo troviamo le regioni italiane più piccole a partire dalla Valle d’Aosta poi Molise e Basilicata.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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