Spese anticipate per il cliente, come comportarsi?

Il riaddebito delle spettanze è soggetto all'IVA?

Alberto Liviero
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Nell’esercizio di attività professionali e d’impresa non è insolito avere delle spese anticipate, che nella realtà dovrebbero essere un onere a carico del cliente ma che per comodità o per particolari esigenze legate all’incarico vengono sostenute dal mandatario.

Il successivo riaddebito delle spese sostenute può avvenire secondo tre diverse modalità: anticipazioni effettuate in nome e per conto del clienterimborsi forfettari e i rimborsi documentati. Di seguito tratteremo le anticipazioni dell’ex art. 15 dpr IVA.

L’acquisto di marche da bollo, diritti di segreteria, imposte e altre spese generiche sono costi essenziali per lo svolgimento del mandato che vengono anticipate dal mandatario per poi successivamente riaddebitarle al cliente. La domanda sorge spontanea: il riaddebito è soggetto ad IVA? La risposta non è poi così scontata. Inoltre è bene tenere presente che la scelta per l’imponibilità IVA o meno comporta anche dei riflessi ai fini IRPEF/IRES.

Non esiste un elenco esaustivo delle spese che rientrano nella non imponibilità ai fini IVA e delle imposte dirette e ben sappiamo che nella pratica lavorativa ci possiamo trovare di fronte ad una infinità di situazioni difficilmente inquadrabili.

La spesa sarà quindi imponibile iva?

Come fare quindi ad identificare il corretto trattamento ai fini IVA e delle imposte dirette? Cerchiamo di ragionare seguendo 3 semplici step:

  1. Il punto di partenza è l’art. 15 c. 1 n.3 del dpr IVA (633/72) che dà una definizione di spese escluse dalla base imponibile IVA: “somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate”.
  2. Il passo successivo è dare un significato più ampio e meno tecnico dell’articolo sopra citato. Ed è qui che entra in gioco la Risoluzione Ministeriale 15/12/90 n. 430084: “possono essere escluse dalla base imponibile IVA soltanto le somma pagate a titolo di rimborso di anticipazioni fatte dal mandatario con rappresentanza della controparte, non anche i rimborsi di costi sostenuti per l’effettuazione di prestazione di servizi
  3. Terzo ed ultimo step è verificare la presenza di un nesso causale, cioè la presenza di un accordo esplicito tra le parti con cui il cliente autorizza il professionista ad effettuare operazioni e spese in suo nome e per proprio conto.

Dunque, ricapitolando, le spese anticipate non imponibili IVA, e di conseguenza anche IRPEF ed IRES, quando l’anticipazione è una mera movimentazione finanziaria effettuata in qualità di rappresentante, sostituto, della controparte in virtù di un accordo esplicito.

Saranno, invece, imponibili IVA,IRPEF ed IRES tutti quei costi sostenuti per eseguire l’incarico conferito dal cliente, che non rientrano assolutamente nel concetto di anticipazione fatta in nome e per conto della controparte, poiché il mandatario non agisce in qualità di rappresentante del cliente ma come professionista/imprenditore che sostiene determinate spese per acquisire informazioni, consulenze o servizi da terzi necessari per eseguire il mandato conferitogli.

Non sono rari i casi in cui le spese anticipate per conto del cliente non vengano saldate, per questo è possibile richiedere attraverso il factoring il finanziamento della tua azienda.

Image Credit: shutterstock

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Alberto Liviero

Dottore Commercialista, iscritto all’ODCEC di Rovigo. Formazione di stampo giuridico-economica, con un occhio di riguardo all'innovazione ed alle nuove tecnologie.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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