Tracciabilità voucher lavoro: ecco le nuove regole

Sanzioni più severe per chi trasgredisce.

Redazione MondoPMI
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Il governo ha firmato il decreto che regola la tracciabilità dei voucher lavoro: d’ora in avanti, il datore di lavoro deve comunicare almeno con un’ora di anticipo i dati del beneficiario all’Ispettorato nazionale del lavoro.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato qualche giorno fa queste novità che mirano a normare e calmierare il ricorso, finora esponenziale (ne abbiamo parlato qualche giorno fa), ai voucher lavoro come metodo di pagamento per le prestazioni professionali. I committenti, imprenditori non agricoli e professionisti, hanno l’obbligo d’invio via SMS o via mail della comunicazione relativa ai dati anagrafici del prestatore d’opera professionale oltre che del codice fiscale e del luogo e data della prestazione.

Sono state anche inasprite le sanzioni relative all’omessa comunicazione della prestazione professionale da parte del datore di lavoro, che variano adesso da 400 a 2.400 Euro per ciascun lavoratore.

Regole diverse permangono nel caso la richiesta venga effettuata da un imprenditore agricolo, il quale potrà effettuare la comunicazione entro l’arco temporale di non oltre 7 giorni, per venire incontro alle esigenze dei datori di lavoro pesantemente condizionati dalle avversità meteorologiche che potrebbero influenzare l’inizio delle attività lavorative nei campi.

Le Altre novità del jobs act

Le altre novità che sono andate a modificare o integrare il Jobs Act riguardano:

  • i contratti di solidarietà: i contratti difensivi in corso da almeno 12 mesi o stipulati prima del 1° gennaio 2016, potranno essere trasformati in espansivi. I lavoratori avranno diritto all’integrazione salariale pari al 50% di quella prevista in precedenza e il datore integra il trattamento almeno sino alla misura dell’integrazione salariale originaria;
  • lo stato di disoccupazione: è compatibile con lo svolgimento di rapporti di lavoro se non superiori alla misura del reddito non imponibile (8mila Eruo anno per i dipendenti, 4.800 per gli autonomi);
  • dimissioni: le normative che contrastano le dimissioni in bianco valgono solo per il settore privato.

Gli interventi decisi dall’esecutivo puntano con fermezza al contrasto del lavoro sommerso, reprimendo l’illegalità e la precarietà attraverso il rafforzamento dell’attività ispettiva che molto spesso è mancata in questi anni di utilizzo dei voucher lavoro. L’obiettivo è quello di tornare all’utilizzo primario dei voucher lavoro, quello di regolarizzare i rapporti lavorativi saltuari, evitando l’abuso dello strumento come copertura del lavoro nero come molto spesso è accaduto.

Image Credit: shutterstock

 

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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