Voucher e appalti: la nuova normativa

Tra le nuove proposte del Governo "buoni lavoro" e "lavoro intermittente".

Redazione MondoPMI
0
0
voucher-appalti-normativa

È stato convertito in legge dal Senato il decreto legge 25/2017, in tema di disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti.

A seguito dell’esito della votazione, è stata sancita la cancellazione dei voucher per aziende, famiglie e Pubblica Amministrazione ed è stata ripristinata la piena responsabilità solidale nella catena degli appalti.

La maggioranza sia di Camera che di Senato ha respinto tutte le richieste di modifica al testo della legge approvato dal Governo, ed è stato in questo modo evitato il ricorso al referendum sui temi di voucher e appalto indiretto richiesto dalla Cgil per il 28 maggio.

Del decreto attuativo Jobs Act sono stati quindi abrogati 3 articoli sui voucher, prevedendo comunque un periodo di transizione ai recenti provvedimenti. I voucher che sono già stati richiesti fino al 17 marzo 2017 potranno essere utilizzati entro il 31 dicembre 2017. Per quanto riguarda il ripristino della piena responsabilità solidale nella catena degli appalti è stata eliminata la preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore nelle controversie sui crediti di lavoro, senza la possibilità per le parti di derogare con la contrattazione collettiva.

banner-tianticipo

LE PROPOSTE DEL GOVERNO

Ora il Governo sta valutando se intervenire nelle due materie attraverso un Disegno di Legge. Per quanto riguarda la regolamentazione del lavoro è possibile che siano introdotti:

  • per le famiglie dei buoni lavoro per la contribuzione con aliquote similari a quelle del lavoro autonomo e dipendente, rispettivamente del 25% e 33%;
  • per le imprese l’eliminazione dei vincoli del lavoro intermittente;
  • per artigiani e PMI l’introduzione di una procedura semplificata per la comunicazione telematica dei voucher.

Infine, la Commissione Lavoro del Senato presieduta da Maurizio Sacconi ha proposto un Ddl in materia di lavoro breve, ovvero per le fattispecie di prestazioni lavorative con un singolo committente che danno luogo a compensi non superiori a 900 euro in un anno e se il prestatore è beneficiario di sussidi pubblici non può superare con più committenti la soglia di 2.000 euro.

Ti è piaciuto questo articolo? Nella nostra newsletter trovi tutte le notizie più interessanti della settimana per il Mondo delle PMI in unico contenitore.

>> Clicca qui per iscriverti <<

Image credit: shutterstock

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Redazione MondoPMI

Redazione MondoPMI

MondoPMI è il blog dedicato a i principali temi di interesse per imprenditori e manager di piccole e medie imprese. Credito, innovazione e novità legislative sono i principali argomenti del nostro blog.

Ultimi post su Twitter

3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

cinque × 4 =