Botteghe Digitali e New Craft: il futuro è artigiano

Banca Ifis sostiene il saper fare che guarda all'innovazione.

Redazione MondoPMI
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Gli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano sono l’esempio concreto del fervore industriale italiano del Novecento. Qui, infatti, si costruivano e si riparavano i materiali che servivano alla costruzione delle nostre prime ferrovie e tramvie.

Un’immagine d’altri tempi, oggi la vecchia fabbrica non esiste più; gli immensi spazi che ci sono stati lasciati in eredità sono adesso un luogo di attività e fervore culturale nel pieno centro del capoluogo lombardo. Non casualmente, quindi, la Fabbrica del Vapore è stata scelta come cornice per la presentazione di due progetti, sostenuti da Banca Ifis, che parlano del saper fare artigiano, il vero motore per decenni, della vitalità economica del nostro Paese.

New Craft e Botteghe Digitali sono due progetti nati perché l’età d’oro dell’artigianato sembra al momento lontana; i piccoli laboratori, le botteghe che hanno da sempre animato il centro delle nostre città hanno molto spesso lasciato posto alle grandi catene commerciali, spesso straniere. I nostri hanno spesso sofferto il mutamento dei mercati arrivato con l’avvento della tecnologia, non riuscendo a far loro le nuove regole della vendita, della distribuzione e del far conoscere il loro incredibile sapere artigiano. A fronte di queste difficoltà, Banca Ifis, che da anni collabora e finanzia le realtà della PMI, ha deciso ancora una volta di schierarsi al loro fianco, sostenendo la manifattura digitale.

Cos’è la manifattura digitale? Sembra un ossimoro, un contrasto tra ciò che è fatto a mano con gli attrezzi del mestiere “analogici” con la rivoluzione della digitalizzazione fatta di stampa 3D, marketing online ma anche nuovi processi di lavorazione più snelli e automatizzati.

Botteghe Digitali si inserisce in questa fase, dopo la call di ottobre 2015 dove oltre un centinaio di artigiani, vere e proprie eccellenze del proprio settore, si sono candidati, ne sono state scelti 5 che la Banca sosterrà offrendo loro un tutoraggio di un anno per aiutarle a digitalizzare e rendersi appetibili alle nuove tendenze dei mercati moderni. I cinque artigiani scelti vengono dal mondo dell’occhialeria, della sartoria, del Do It Yourself per la creazione di borse, ma anche da antiche mestieranze come l’intarsio di mobili e la realizzazione mosaicistica.

New Craft che si svolge in contemporanea negli spazi milanesi, è una mostra curata da Stefano Micelli, professore di Cà Foscari di Venezia e autore del libro “Fare è innovare”, che si inserisce nelle attività legate alla XXI Triennale di Milano e che vuole dar spazio ad giovani selezionati da tutto il mondo che nel loro lavoro hanno coniugato, ancora una volta, l’innovazione tecnologica con il saper fare artigiano.

Questo è adesso il futuro dei mestieri, le Botteghe Digitali: mani sapienti che forgiano la materia ma anche cervelli accesi sulle novità e sulle innovazioni tecnologiche di un mondo fatto sempre più di dati e lavorazioni digitali.

 

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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