Calo fallimenti, diminuisce saldo aperture-chiusure

UnionCamere: seppur in negativo diminuisce il divario tra le componenti.

Redazione MondoPMI
0
0
calo-fallimenti

Fallimenti ancora in calo, e saldo tra aperture e chiusure seppur ancora negativo, in misura minore rispetto all’anno scorso.

È questo il quadro generale del Report trimestrale redatto in collaborazione tra UnionCamere e InfoCamere che ha misurato lo stato di salute delle imprese del territorio tra gennaio e marzo 2016. Le imprese sono diminuite di circa 12.681 unità portando il totale complessivo a 6.038.891 delle quali ben 1.347.820 basano la loro attività sul lavoro artigianale, vera eccellenza del Made in Italy.

Il primo trimestre del 2016, come gli anni passati, subisce una flessione anche se meno consistente rispetto al passato; questo dato è spesso inflazionato dal sovrapporsi di chiusure e cancellazioni che si accavallano verso la fine di ogni anno. Sempre nello stesso periodo, comunque, le nuove aperture di procedure fallimentari sono diminuite del 5,4%, arrivando a quota 3.396 in totale.

Analizzando i numeri, le iscrizioni sono rimaste in linea con quelle dello stesso periodo del 2015 a 114.660 unità, mentre le chiusure hanno subito una brusca diminuzione: sono oltre 127.340 le imprese che hanno terminato di esercitare la propria attività, e anche se ancora molto alto, risulta il valore più basso degli ultimi undici anni. Cancellazioni e iscrizioni comunque, viaggiano sempre in segno negativo, con queste ultime che fanno segnare il valore più basso dal 2000 ad oggi.

I settori che hanno fatto registrare le migliori performance sono quelli del noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+1.579 unità), delle attività immobiliari (+896) seguite dalle imprese nel settore dell’alloggio e della ristorazione. Capovolgendo la classifica, i settori che più hanno subito le difficoltà economiche generali, sono quelli delle costruzioni (- 6.294) e del commercio (-5.680).

Le società di capitali, cresciute di 13mila unità (+0,88%) riescono solo in minima parte a bilanciare il saldo negativo delle ditte individuali, che nello stesso periodo sono diminuite di 20.930 unità, risultato comunque migliore rispetto alle oltre 25mila del 2015. La situazione è generalmente diffusa in tutto il territorio nazionale: Trentino Alto-Adige, Lazio e Campania sono le uniche tre regioni che hanno avuto saldo positivo, mentre tutte le altre hanno avuto saldo negativo anche se inferiore rispetto al 2015 ad eccezione dell’Emilia Romagna che peggiora i risultati dell’anno scorso.

Anche i fallimenti, in questi primi 3 mesi dell’anno, sono diminuiti: -5,4% dopo un 2015 al -0,5%, circa 6 imprese ogni 10 mila sono dovute ricorrere a questa prassi. A guidare la classifica, in termini assoluti, è il settore commercio che registra circa un quarto dei fallimenti totali (794) seguiti dall’industria manifatturiera (656) e le costruzioni (644).

A fallire nel 2016 sono state principalmente le società di persone, i consorzi e le cooperative mentre diminuiscono i default delle società di capitali e imprese individuali (-6,3% e -9,9% rispetto all’anno scorso).

Il report completo a questo link.

Image Credit: shutterstock

 

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Redazione MondoPMI

Redazione MondoPMI

MondoPMI è il blog dedicato a i principali temi di interesse per imprenditori e manager di piccole e medie imprese. Credito, innovazione e novità legislative sono i principali argomenti del nostro blog.

Ultimi post su Twitter

3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

1 × 3 =