Confartigianato Varese: gli effetti della legge sui ritardi di pagamento

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Ritardi di pagamento

Dal 1° Gennaio 2013 è entrata in vigore la normativa che fissa a 30 giorni il termine ordinario per saldare le fatture nelle transazioni commerciali tra imprese o privati e la Pubblica Amministrazione. L’ Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Varese di conseguenza ha deciso di effettuare un sondaggio per monitorare la situazione, prendendo un campione di 1500 aziende.

Il 67% degli intervistati afferma di avere crediti nei confronti della pubblica amministrazione. In particolare l’amministrazione comunale sembra essere la meno veloce nei pagamenti, il 48% delle aziende infatti vanta crediti nei suoi confronti, segue poi lo Stato, il sistema Sanitario Nazionale e le imprese pubbliche.

Il dato medio sembra ammontare ai 20.000 euro per impresa, variando da un minimo di 1400 ad un massimo di 380.000 euro. Dal sondaggio emerge inoltre che il 47% del credito riguarda la prestazione di servizi o consulenze mentre solo il 24% interessa la vendita di beni o materie prime.

Un dato allarmante riguarda i tempi dei ritardi. Il 67% delle aziende a campione dichiara di ricevere il saldo ad oltre 90 giorni dalla data dettata dalla normativa entrata in vigore il 1° Gennaio. Questo dato unito al fatto che solamente l’11% riceve i pagamenti entro 30 o 60 giorni, fanno pensare che sarà molto difficile far rispettare questa normativa.

I 1500 imprenditori del campione di Confartigianato Imprese Varese, hanno dimostrato di reagire in maniera differente davanti a queste problematiche. Il 48% afferma di restare “immobile” e di non condurre alcuna azione, mentre un altro 48% dichiara di aver acceso finanziamenti per sopperire alla mancanza di liquidità.

Il monitoraggio ha l’obiettivo di garantire i pagamenti entro i 30 giorni per ristabilire e mantenere un etica ed una correttezza nei rapporti di lavoro.

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Dal 1990 lo Studio Baldassi affianca imprese e organizzazioni di vari settori merceologici, prevalentemente PMI del Nord Italia, e recentemente anche la Pubblica Amministrazione. La sua missione: ‘aiutare le aziende ad aiutarsi' per un business migliore.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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