Distretti veneti: Prosecco e occhialeria ai vertici

Per performance di crescita e redditività al top in Italia.

Redazione MondoPMI
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I distretti veneti viaggiano ad alti ritmi, segno che i prodotti d’eccellenza del territorio ottengono un grande successo di vendite in tutto il mondo.

A margine della presentazione del rapporto annuale di Intesa San Paolo sui distretti italiani, emergono dati importanti sia per quanto riguarda le performance di crescita che della redditività.  L’occhialeria di Belluno scala la classifica arrivando al primo posto della graduatoria, dimostrando ancora una volta quanto le istituzioni siano fondamentali per lo sviluppo e la crescita delle aziende del Paese. L’istituzione di Certottica, l’Istituto Italiano di certificazione dei prodotti ottici, che in questi anni ha supportato il settore con attività di sviluppo di progetti scientifici e percorsi di formazione professionale, ha dato una grossa spinta all’intero comparto bellunese, contribuendo al riconoscimento di norme nazionali e internazionali sulle certificazioni di qualità e conformità dei prodotti.

Un settore, quello dell’occhialeria, che vive un momento particolarmente positivo, confermato anche dal numero di presenze in crescita e dall’aumento della superficie espositiva della 45esima edizione del MIDO, fiera internazionale dedicata ai professionisti del comparto. Un mercato che vale 3,4 miliardi di Euro (+12,3% rispetto al 2014) con quello interno in crescita del +5,7%, non può che lanciare segnare positivi a tutta l’economia.

Le esportazioni di questi prodotti comunque restano trainanti: circa il 90% della produzione Made in Italy finisce fuori dai confini del Paese, in crescita del 12,3% raggiungendo livelli record mai registrati prima. Proprio per questo i grandi attori del mercato si stanno muovendo per consolidare il business anche per l’anno in corso: Safilo vuole raggiungere il 60% della produzione fatta in Italia entro il 2020, Luxottica stima un fatturato in crescita del 7%, e anche Marcolin mette nel piatto grossi investimenti inaugurando un nuovo stabilimento a Longarone di 3.500 metri quadrati.

Ma non di soli occhiali si vive, e un altro dei distretti veneti si mette in luce: una delle tante eccellenze dell’agroalimentare italiano, che quest’anno ha fatto registrare il record di export, è quella del Prosecco. Il settore che occupa il secondo posto della graduatoria dei distretti italiani per performance di crescita e redditività, sale dal nono posto del 2014 confermandosi come bevanda dal forte respiro internazionale: grazie anche ad un grande lavoro del Consorzio a tutela del marchio, il riconoscimento dell’indicazione geografica adesso arriva fino in Russia e Canada.

 

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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