L’ export dei vini italiani: un trimestre di crescita

I dati dell' export dei vini italiani nel primo trimestre 2017

Redazione MondoPMI
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export dei vini italiani

I dati sul primo trimestre del 2017 segnano un risultato positivo per l’ export dei vini italiani: ottimi numeri per gli spumanti, in ripresa i vini fermi, una piacevole sorpresa da parte degli sfusi. Cresce in maniera rilevante l’esportazione nei paesi extra UE, a testimonianza del buon momento del brand Italia nel comparto food and beverage, ma anche degli sforzi compiuti da tante PMI italiane impegnate nel settore vitivinicolo.

Secondo i dati dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo ed Alimentare, l’ export dei vini italiani da segnali positivi in quasi tutte le sottocategorie. L’export del settore vale oggi circa 1,3 miliardi di euro, che tradotti in dimensioni diventano circa 5 miliardi di ettolitri.

Nel primo trimestre del 2017, l’ export dei vini italiani cresce rispetto all’omologo trimestre del 2016: registra infatti un +8% al valore del venduto, ed un +7,6% in volume. I principali competitors in area euro, Francia e Spagna, registrano andamenti eterogenei: per la Francia, un +6% in volume si tramuta però in un sostanziale +15% in valore, il che segnala una crescita dei comparti ad alto valore aggiunto. La Spagna invece retrocede sul piano del volume, con un -1%, ma porta a casa un +9% in valore.

L’ export dei vini italiani: i tipi

  • Rimangono in testa alla classifica della crescita i vini spumanti, con una performance sempre buona del Prosecco: il vino spumante veneto è responsabile del 65% di tutto l’ export in spumanti DOP; il comparto resta il migliore in tutto l’ export dei vini italiani: +12% in volume, +16% in valore.
  • Seguono i vini sfusi in cisterne, ed in contenitori di capienza superiore ai due litri: questo tipo registra una performance in aumento del 17% in volume, e del 10% in valore.
  • Da segnalare una ripresa dei vini fermi in bottiglia, che avevano dato qualche segnale di stanca: il loro incremento “si ferma” al 3%, ma segnala comunque un risultato positivo.
  • In calo i frizzanti, che rimangono un po’ le cenerentole nell’ export dei vini italiani.

L’ export dei vini italiani: quali destinazioni?

Le direttrici di scambio ci portano fuori Europa: il mercato che cresce di più per l’ export dei vini italiani è la Cina: qui si registrano cifre pesanti per gli spumanti, che superano il 60% di incremento sia in volume che in valore.

In generale, le destinazioni extraeuropee attraggono l’ export dei vini italiani per un 34% in volume ed un 51% in valore; tuttavia, i tassi di crescita mostrano un +9% in volume, ed un +10% in valore: sopra la media dell’ export globale.

Il mercato europeo invece vede un +7% in volume, ed un +6% in valore, con una ripresa dell’ export di vini italiani verso la Germania, ma una frenata per la Gran Bretagna.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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