Gelato Made in Italy: il futuro è all’estero

Nord Europa e Giappone i mercati su cui puntare.

Redazione MondoPMI
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Si conclude oggi a Rimini la 38esima edizione del Sigep, fiera dedicata ai professionisti mondiali del settore della gelateria, della pasticceria artigianale, del caffè e della panificazione. Un’edizione importante che vede protagoniste oltre mille aziende distribuite nelle quattro aree della Fiera e che ha attirato numerosi professionisti da tutto il mondo.

UN BILANCIO DEL SETTORE

Il gelato artigianale rappresenta un settore florido in Italia, che genera un giro d’affari di più di 2 miliardi di euro non solo per le gelaterie e pasticcerie (circa 19 mila in tutta Italia), ma anche per le aziende produttrici di macchinari e semilavorati. È dunque un settore ben consolidato nel nostro Paese, tanto che l’Aiipa, Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari, evidenzia una crescita di aziende fornitrici di ingredienti e semilavorati a fine 2016 di circa il 6-7%.

Numeri che fanno ben sperare, ma che portano alla luce una necessità: aprire le porte al mondo. Molte aziende hanno colto le opportunità derivanti dal mercato estero infatti la crescita registrata nell’ultimo anno è attribuibile principalmente alla domanda estera che assorbe circa due terzi dei 500 milioni di fatturato complessivo. Il gelato italiano sta dunque ampliando i propri mercati di riferimento andando a colpire non solo il mercato interno, ma spingendosi soprattutto verso mercati del nord Europa quali Danimarca, Svezia e Finlandia. Dovendo fare una previsione, Claudio Pica presidente AEPER e leader dei gelatai italiani, ha dichiarato: “In Europa sono i tedeschi i più golosi e chiedono proprio il gelato originale con materie prime di qualità e produzione artigianale, mentre un mercato in forte espansione è quello giapponese”.
Il mercato italiano è abbastanza saturo, i players sono ormai numerosi e l’offerta risulta qualitativamente piatta. È importante, per il nuovo anno, “Cavalcare l’onda dell’internazionalità dell’alimentazione per guardare sempre di più all’estero, unico vero punto di espansione per chi intende intraprendere in maniera duratura e fruttifera la bellissima professione dell’artigiano gelatiere” è quanto sostiene il Presidente Pica.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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