Il Testo Unico sul vino è legge: parola d’ordine Semplificazione

Novanta articoli che racchiudono tutta la normativa in materia.

Redazione MondoPMI
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Il Testo Unico sul Vino è ufficialmente legge. La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato all’unanimità il Testo Unico relativo alla viticoltura e produzione di vino. Novanta articoli che, dopo due anni di lavoro, racchiudono tutte le normative in materia.

PRINCIPALI NOVITA’

Il nuovo Testo Unico dimezza il tempo dedicato a tutti gli adempimenti burocratici per sopperire alla situazione attuale che vede ogni impresa dedicare circa 100 giornate per soddisfare quanto richiesto dalla Legge per questo specifico settore. Parola chiave di tale riforma è dunque “semplificazione” sotto vari aspetti: dalla produzione alla commercializzazione, dalle denominazioni di origine all’indicazione geografica, etichettatura e presentazione. Tale semplificazione riguarderà anche le sanzioni e i controlli: le autorità che si occupano di verifiche nelle aziende vitivinicole dovranno condividere tra loro i risultati dei controlli effettuati, facendoli confluire all’interno del Registro Unico dei Controlli. Questo al fine di evitare una duplicazione nelle visite da parte delle autorità ed allungare i passaggi burocratici. Per quanto riguarda le sanzioni invece, viene introdotto il “Ravvedimento operoso” grazie al quale sarà possibile sanare le irregolarità formali attraverso il pagamento di multe ridotte ed evitando così sanzioni pesanti.

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Oltre a questo processo di semplificazione, sono previsti anche interventi per la tutela dei vigneti storici del nostro Paese. Per tutti i vigneti che si trovano in zone a rischio per dissesto idrogeologico, sono previsti nuovi interventi volti al loro ripristino, recupero e salvaguardia.

LE REAZIONI

Maurizio Martina, il secondo ministro delle politiche agricole ha dichiarato che “con il Testo unico possiamo contribuire a rafforzare la crescita di un settore che già oggi vale più di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi”.
Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Assoenologi, Cia, Confagricoltura, Federdoc, Federvini e  Unione Italiana Vini hanno manifestato la loro soddisfazione per questo nuovo testo che fa dell’Italia il primo Paese europeo dotato di un testo unico in grado di disciplinare un settore, quello vitivinicolo, fondamentale per il Pil italiano.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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