Imprese giovanili: 20 mila nuove entrate nel II trimestre

Gli under 35 hanno creato quasi un terzo delle imprese nel periodo.

Redazione MondoPMI
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Hai meno di 35 anni ed hai appena intrapreso un’attività imprenditoriale? Allora probabilmente la stai svolgendo nel settore finanziario, dei servizi alla persona o della pubblicità.

È questa l’analisi finale che emerge dai dati pubblicati sull’Osservatorio congiunto Movimprese di InfoCamere e UnionCamere sulle aziende Under 35 iscrittesi al Registro delle Imprese nel secondo trimestre 2016. Tra aprile e giugno di quest’anno il saldo delle nuove attività create da giovani imprenditori è positivo per circa 20mila unità. Queste realtà (31.104) hanno inciso al 31,6% sul totale delle iscrizioni di nuove imprese nel periodo analizzato, bilanciando positivamente le 10mila chiusure del trimestre in analisi.

quasi 1 impresa su 10 è guidata da giovani Under 35

Sale così a 581mila unità il totale delle attività guidate da giovani, che rappresentano il 9,6% delle imprese registrate a livello nazionale. La concentrazione maggiore si registra ancora a livello assoluto nei settori più tradizionali dell’imprenditoria come il commercio (28,7% del totale), le costruzioni (14,3%) e le attività ricettivo-ristorative (10,2%).

Nel periodo analizzato, però, sono emersi dei nuovi settori di interesse dove i giovani stanno concentrando i loro sforzi per cercare di costruire una propria carriera professionale autonoma. Sono infatti le attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative (di cui fanno parte promotori finanziari, agenti e broker assicurativi) dove l’incidenza di giovani imprese è più alta, circa il 47,8% delle iscrizioni totali.

Al sud si rischia di piu’

È il Sud la zona geografica del Paese dove i giovani si sono maggiormente “messi in discussione” impegnando le proprie risorse per la costruzione di un’attività autonoma. Oltre il 40% del saldo complessivo delle imprese Under 35 viene infatti dal Mezzogiorno, seguito dal Nord-Ovest (4.988 unità), Centro (4.218) e Nord-Est (3.014). A livello regionale sono i giovani piemontesi i più attivi (rappresentano il 75,3% della crescita imprenditoriale) seguiti da campani e valdostani. Rovesciando la classifica si trovano nel Lazio gli under 35 sono meno intraprendenti preceduti da Lombardia e Abruzzo.

Secondo il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello “i giovani continuano a scegliere con convinzione la via dell’impresa per costruire il proprio futuro. Dobbiamo impegnarci a creare le condizioni per consentire a queste imprese di crescere ed affermarsi sul mercato”.

Image Credit: shutterstock 

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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