Industria 4.0: le PMI italiane promuovo il piano

Per l'osservatorio MECSPE il 66% degli imprenditori valuta positivamente gli incentivi.

Redazione MondoPMI
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Il piano Industria 4.0 piace alle PMI italiane. Lo rivelano i dati dell’Osservatorio MECSPE diffusi da Senaf in occasione della quarta tappa dei “LABORATORI MECSPE FABBRICA DIGITALE, La via italiana per l’industria 4.0” che si è svolta oggi a Modena. Secondo lo studio, infatti, ben il 66% degli imprenditori e valuta in modo positivo gli effetti che il programma ha avuto sul settore della meccanica e della subfornitura.

Le imprese italiane, quindi, apprezzano gli sforzi del Governo a sostegno dell’innovazione e della trasformazione digitale dell’industria attraverso il piano di incentivi presentato alla fine del 2016. In particolare, tra le iniziative previste, le imprese promuovono l’iper-ammortamento per i macchinari funzionali alla digitalizzazione (69,7%), il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (57,4%), il miglioramento delle infrastrutture digitali abilitanti (54,6%) e la de-fiscalizzazione dei premi di produzione (51,1%).

Le PMI che hanno beneficiato degli incentivi hanno messo in piedi azioni volte ad introdurre in azienda nuove tecnologie abilitanti, soprattutto tramite soluzioni per la sicurezza informatica (59,5%) e la connettività (53,4%), la simulazione (28,2%), la produzione additiva (26,7%), il cloud computing (24,4%) e l’Internet of Things (22,1%).

Grazie a questi investimenti, quindi, il 63,2% delle aziende prevede un aumento dei ricavi fino al 15%, mentre il 71,2% si aspetta lo stesso risultato in termini di riduzione dei costi. Secondo il 67,6% degli imprenditori, poi, l’introduzione di queste innovazioni servirà a migliorare la qualità del lavoro.

Proprio in questi giorni il Governo sta lavorando alla prossima Legge di Bilancio che introdurrà nuovi incentivi nel piano Industria 4.0 anche per il 2018, nel frattempo le aziende chiedono a gran voce la possibilità di poter lavorare su un piano pluriennale di lungo respiro, invece che su base annuale, e allo stesso tempo chiedono maggior attenzione alle esigenze delle PMI, che si sentono messe in secondo piano rispetto alle grandi imprese.

La via per l’innovazione delle PMI italiane sembra ormai essere tracciata. Non resta che sperare in una positiva prosecuzione delle iniziative fin qui messe in campo.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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