Italia prima in Europa per imprenditoria femminile

Circa 1,75 milioni di donne svolgono attività indipendenti.

Redazione MondoPMI
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Fanno ben sperare i numeri relativi alle imprenditrici italiane emersi dallo studio condotto dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile condotto da Confartigianato.

I RISULTATI

A giugno 2016 l’Italia risulta prima in Europa per numero di imprenditrici e lavoratrici autonome: si contano circa 1.758.794 di donne che svolgono attività indipendenti, numero ben superiore a quello di Regno Unito con 1.532.600 imprenditrici circa e Germania con 1.383.800 imprenditrici. Il settore che riporta risultati migliori è quello delle imprenditrici artigiane con circa 357.110 donne, aumentato dell’1,9% negli ultimi 10 anni.
Dal punto di vista geografico la regione che vanta una presenza maggiore è la Lombardia con circa 66.977 imprenditrici, seguita da Emilia Romagna (37.503), Veneto (37.387), Piemonte (32.847) e Toscana (31.715). La città dominante in Italia è Milano, con circa 17.908 imprese a conduzione femminile, seguita da Torino con 16.387 imprese e Roma con 15.191 imprese.

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DONNE E FAMIGLIA

Un problema rilevante per le donne italiane riguarda il rapporto lavoro-famiglia. Confartigianato, all’interno di questo studio, ha infatti stimato che circa il 55,5% delle donne senza figli risulta occupata, scende invece al 52,8% il tasso di occupazione delle donne con figli con un’ulteriore diminuzione al 44,7% per le donne con figli nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni.
Questo è da ricondurre principalmente alle scelte di investimento condotte dalle famiglie nei confronti degli asili nido. Per una famiglia si stima che permettere al proprio bambino di frequentare un asilo nido costi in media 1.459 euro all’anno avendo così un’incidenza del 32,7% sulla spesa complessiva delle famiglie per tributi e servizi locali. E’ per questo che solo l’11,9% dei bambini di età inferiore ai 2 anni usufruisce effettivamente del servizio di asilo nido, obbligando molte mamme a rinunciare alla carriera lavorativa. La media di occupazione delle donne italiane è infatti del 48,5% contro il 61,4% dell’Unione Europea e il 75,3% della Svezia. Casi isolati superano la media nazionale come accade per Bolzano con una percentuale di occupazione femminile del 66%, Emilia Romagna ( 62,7%) e Valle D’Aosta (60,2%).

Image Credit: shutterstock

 

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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