L’arte confettiera di Sulmona punta sulle potenzialità del Web

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confetti sulmona

Se si parla di Sulmona a qualcuno verrà in mente la cittadina medievale ai piedi del Gran Sasso, a qualcuno verrà in mente il luogo che ha dato i natali al poeta latino Ovidio, a qualcuno la Giostra Cavalleresca. Ma una cosa verrà sicuramente in mente a tutti: i confetti.

La località abruzzese, infatti, è riconosciuta a livello internazionale per essere la patria incontrastata di questi piccoli dolci formati da mandorle sgusciate ricoperte di zucchero. La particolarità dei confetti di Sulmona, infatti, sta proprio nell’esclusivo brevetto che permette allo zucchero di fissarsi alla mandorla senza aggiunta di amidi o farine.

I confetti vengono prodotti in questa località sin dal Medioevo, come testimoniano alcuni documenti che narrano dell’usanza di lanciare confetti sugli sposi. Anche Boccaccio, nel suo Decamerone, parla di questa produzione tipica di Sulmona.

Ancora oggi la produzione dei veri confetti di Sulmona è legata alle lavorazioni artigiane di PMI, che però negli anni hanno saputo rinnovarsi senza mai tradire la tradizione dolciaria locale. Basta fare una ricerca su Google, ad esempio, per vedere quante aziende produttrici di confetti hanno investito negli ultimi tempi nella realizzazione di siti Web e negozi online volti alla vendita di dolciumi anche a grande distanza dal luogo in cui vengono prodotti. E il mercato di certo non manca: basti pensare a quante future spose si affidano alla Rete per organizzare nei minimi dettagli il loro matrimonio. Negli anni, inoltre, le produzioni locali si sono estese ad altri prodotti del settore, come le bomboniere.

Attualmente sono nove le aziende che lavorano in città per produrre i rinomati confetti di Sulmona e nel 1992 il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali ha promosso la creazione del Museo dell’Arte e della Tecnologia Confettiera. È come non siano indispensabili centinaia di aziende che lavorano in un determinato settore per poter ottenere l’attenzione degli Enti Pubblici (e i loro finanziamenti alle aziende del settore); bastano semmai pochi produttori di altissimo livello a far si che una produzione locale diventi eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

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Dal 1990 lo Studio Baldassi affianca imprese e organizzazioni di vari settori merceologici, prevalentemente PMI del Nord Italia, e recentemente anche la Pubblica Amministrazione. La sua missione: ‘aiutare le aziende ad aiutarsi' per un business migliore.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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