Le calzature del Brenta: l’eccellenza del Nord-Est

Il distretto veneto produce 55 milioni di pezzi l'anno.

Redazione MondoPMI
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calzature del brenta

Se si pensa alle calzature di lusso una delle prime località che viene in mente per tradizione e per qualità del prodotto è senza dubbio la Riviera del Brenta. In mezzo alle Ville dei ricchi veneziani che tra il Cinquecento e il Settecento l’hanno eletta a loro luogo di villeggiatura prediletto, infatti, vengono realizzate le scarpe per i più lussuosi brand internazionali.

Il distretto della calzatura del Brenta, che si sviluppa tra le province di Padova e Venezia, trae origine dalla storia di Giovanni Luigi Voltan, che nel 1898, di ritorno dall’America, dove aveva lavorato nelle più importanti industrie calzaturiere, diede vita al primo complesso calzaturiero industrializzato d’Italia, proprio a Stra (Venezia). Ben presto questo esempio fu seguito da altri che, formatisi professionalmente alla “scuola” di Voltan, diedero l’avvio ad altre similari esperienze. È nel secondo dopoguerra, tuttavia, che la Riviera del Brenta assiste al proliferare del lavoro calzaturiero, anche se il vero salto tecnologico e organizzativo arriva con l’introduzione di nuove macchine e di tecniche di organizzazione e controllo del lavoro.

Un distretto fatto ancora di artigiani

Oggi il distretto calzaturiero del Brenta conta circa un migliaio di aziende che coprono l’intera filiera produttiva, in cui trovano occupazione oltre 20.000 addetti. La produzione del distretto si attesta sui 55 milioni di paia di scarpe all’anno, circa il 20% del totale nazionale, di cui il 95% rappresentato da calzature femminili di lusso e per il restante 5% calzature da uomo di tipo fine, proponendo calzature di altissimo valore che sono uno dei baluardi del “Made in Italy” nel mondo. Una qualità eccellente e riconosciuta fatta ancora da maestri artigiani, quasi come oltre 7 secoli fa quando nasceva la tradizione dei “calegheri” a Venezia. Oltre il 50% delle aziende che operano nel distretto, infatti, sono realtà piccolissime che occupano un massimo di 9 addetti, e

Il fatturato, è di oltre 3 miliardi di euro all’anno, di cui il 91% derivante dall’export. Mettendo sulla bilancia commerciale anche tutte le altre province (ad eccezione di Belluno), il Veneto si colloca al primo posto tra le regioni italiane rappresentando il 28% del totale.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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