Le fiere per le PMI: una risorsa strategica

Il giro d'affari fieristico di oltre 60 miliardi di Euro è un'occasione di networking

Redazione MondoPMI
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Il sistema fieristico italiano si posiziona al quarto posto della classifica mondiale di settore; le fiere per le PMI sono diventate il miglior palcoscenico dove esporre i propri prodotti Made in Italy.

Durante lo scorso anno il valore dell’export si è aggirato attorno ai 417 miliardi di Euro e per molte PMI rappresenta l’unica via di sopravvivenza fintanto che la domanda interna non ritornerà ai livelli pre-crisi. Per aumentare le esportazioni le manifestazioni fieristiche diventano quindi uno strumento necessario.

Sono più di mille le esposizioni fieristiche tra regionali, nazionali ed internazionali alle quali le imprese possono partecipare. Oltre il 50% delle esportazioni totali delle piccole e medie imprese proviene dalle fiere: sono occasioni perfette per stringere accordi commerciali ed aumentare il fatturato. D’altro canto, le fiere per le PMI non sono automaticamente considerate un buono strumento: spesso le piccole e medie imprese non riescono a capire l’importanza di partecipare a questi eventi, nonostante l’istituzione di molti bandi di finanziamento per la partecipazione.

Il giro d’affari fieristico è di oltre 60 miliardi di Euro e rappresenta un’occasione per le imprese per fare attività di networking ed farsi conoscere da potenziali nuovi clienti per spingere la crescita.

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Le fiere per le pmi: I numeri in Italia

Durante lo scorso anno, in Italia si sono svolte 950 manifestazioni, di cui il 17% dedicate al settore tessile, l’11% dedicate allo sport, intrattenimento ed arte ed il 9% al meglio del Made in Italy, ovvero abbigliamento, prodotti agroalimentari, hospitality e meccanica: in sostanza le fiere per le PMI sono davvero tante, qualunque sia dal settore in cui operi la piccola e media impresa

Le fiere internazionali hanno attirato 13 milioni di visitatori, di cui il 10% proveniente da Paesi esteri. Questa percentuale, che a prima vista potrebbe sembrare esigua, dimostra come circa un milione e mezzo di imprenditori stranieri siano arrivati in Italia per conoscere i prodotti realizzati dalle piccole e medie imprese del nostro Paese.

Ci sono ancora molti passi avanti che possono essere fatti per migliorare le fiere per le PMI italiane, a partire dalla capacità ricettiva dei vari eventi, al fine di creare un sistema virtuoso. Le esposizioni di minori dimensioni dovrebbero in questo caso cercare accordi per l’organizzazione di manifestazioni di maggior portata e capaci di attrarre più visitatori.

Infine le fiere dovrebbero cercare di ottenere una continuità durante tutto il periodo dell’anno, anche grazie agli strumenti legati ai social network dove le imprese potranno essere coinvolte nella creazione dei contenuti per mantenere vivo l’interesse.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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