Le PMI della Brianza tornano a crescere grazie all’export

Redazione MondoPMI
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La zona della Brianza è storicamente una delle più industrializzate e produttive di tutta Italia, con un numero di PMI attive talmente alto e talmente vario da riuscire a resistere alla crisi per molto tempo.

Dopo un periodo di inevitabile rallentamento, comunque, ora le imprese locali tornano a crescere grazie alle esportazioni e agli investimenti nel settore del design.

A rivelarlo è la ricerca “Top 500 Monza e Brianza” condotta da Valter Conca, docente di management della Bocconi e direttore del laboratorio Private Equity & Finanza, insieme a PricewaterhouseCoopers e che ha analizzato i bilanci del 2013 delle 500 migliori aziende brianzole.

Secondo lo studio, le oltre 20 mila aziende bianzole mettono la provincia di Monza ai primi posti in Italia per produttività e valore aggiunto, dietro soltanto a Bergamo e Brescia.

  • Nel dettaglio, la ricerca rivela che il fatturato aggregato di tutte le aziende si attesta sui 29,5 miliardi di euro, con una crescita del 9,14%, rispetto al più 3,49% del 2012.
  • Tiene anche la redditività operativa, che si attesta al 16,84%.
  • Le aziende brianzole, inoltre, godono di una elevata solidità finanziaria, superiore alla media. 

Importantissimi fattori che hanno contribuito a questo processo di lenta ripresa, si sono rivelati l’internazionalizzazione e l’espansione delle aziende per acquisizione, uniti anche ad una maggiore fiducia da parte delle banche verso le aziende brianzole da cui è conseguito un aumento nella concessione di finanziamenti alle PMI locali.

Di primaria importanza nell’ecosistema imprenditoriale locale si è rivelata la manifattura, in particolare il settore dell’arredamento che in Brianza ha sempre avuto una grossa importanza. Questo settore negli ultimi anni aveva subito un forte rallentamento, ma oggi le aziende in campo stanno tornando ad essere il simbolo del connubio tra grande competenza manifatturiera e altissimi investimenti in design e stile.

Non per niente l’export manifatturiero lombardo, grazie pure al contributo di Monza, ha avuto un giro d’affari di quasi 53 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2014, rappresentando il 28% del manifatturiero italiano con un significativo più 0,6% rispetto al 2013.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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