Ceramica italiana: tornano i livelli pre crisi.

Gli investimenti hanno raggiunto i 400,4 milioni di Euro, anche grazie all’effetto degli incentivi fiscali derivanti a Fabbrica 4.0.

Redazione MondoPMI
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Il settore della ceramica italiana registra una performance positiva nel 2016, ritornando ai livelli pre crisi del 2008, che ha visto una crescita sia del mercato interno che internazionale. Il fatturato è stato pari a 6,2 miliardi di Euro, in crescita del 6% rispetto al 2015. Gli investimenti nell’industria della ceramica italiana hanno raggiunto i 400,4 milioni di Euro, con un incremento del 14% sul 2015, anche grazie all’effetto degli incentivi fiscali derivanti a Fabbrica 4.0, sui quali le imprese del settore si stanno già impegnando.

Vittorio  Borelli,  presidente  di  Confindustria Ceramica, commenta: “Il settore della ceramica consolida la propria struttura settoriale in un quadro di forti investimenti in nuove tecnologie, per mantenere la leadership mondiale in un contesto positivo, anche se sempre più competitivo e concorrenziale”.

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Il settore della ceramica italiana nel dettaglio

Il settore della ceramica si compone di diversi comparti:

  • il comparto delle piastrelle in ceramica, che occupa quasi 19.000 addetti, nel 2016 ha prodotto 416 milioni di metri quadrati di piastrelle, il 5,4% in più rispetto al 2015. Le vendite hanno visto un’inversione positiva di tendenza, registrando un fatturato di 5,4 miliardi di Euro (+5,9% sul 2015), di cui 4,6 miliardi relativi alle esportazioni, in crescita del 6,2%. Il mercato italiano delle costruzioni ha ottenuto buoni risultati nel corso del 2016 e questo ha comportato anche un effetto positivo sulle vendite di piastrelle di ceramica, anche grazie all’estensione delle agevolazioni fiscali al Sisma Bonus ed ai condomini;
  • il comparto della ceramica sanitaria, ha realizzato nel periodo la produzione di oltre 4 milioni di pezzi, generando ricavi per 332,9 milioni di Euro, di cui 149,8 relativi a esportazioni;
  • il comparo dei materiali refrattari, ha visto la produzione di 399.300 tonnellate e un fatturato di 395,6 milioni di Euro, in aumento del 4,3% rispetto all’esercizio precedente;
  • il comparto delle stoviglie in ceramica, ha prodotto 11.900 tonnellate di articoli, di cui il 75% destinate al mercato domestico, con un fatturato pari a 47,9 milioni di Euro.

In conclusione, Vittorio Borrelli commenta: “la competitività del futuro passa attraverso le giovani generazioni. Centrale in tal senso è l’attività di formazione realizzata dall’Associazione assieme ad otto Istituti Superiori della Provincia di Modena ed ai consolidati rapporti con diverse facoltà di Architettura, Ingegneria e Scuole di Design in Italia”.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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