Segnali di ripresa per le imprese della Puglia

La Regione segna ottime performance nel meridione.

Redazione MondoPMI
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Segnali di speranza dalla Puglia, dove le piccole e medie imprese della Regione registrano dati positivi. La strada è ancora lunga prima di tornare alla situazione pre-crisi del 2008 ma i segnali rilevati fanno ben sperare. Infatti, si registra un +2,3% di crescita delle Pmi pugliesi, risultato considerevole se confrontato con quelli medi del Sud del Paese, per quanto concerne ricavi, valore aggiunto e margine operativo lordo.

Dall’analisi condotta da Confindustria e Cerved, che ha preso in considerazione i bilanci del 2015 di 11mila società di capitali con un fatturato compreso tra il mezzo milione e il miliardo, è emerso anche che vi è stata una diminuzione delle chiusure per dismessa attività e, inoltre, dopo anni crescono le nuove imprese fino a segnare un +2,3% del numero delle stesse. 5.429 sono state le aziende pugliesi oggetto dello studio, così suddivise per provincia: 2.686 (Bari-Barletta-Andria-Trani), 903 (Lecce), 755 (Foggia), 613 (Taranto) e 472 (Brindisi).

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Da quanto emerge dalla ricerca, nel 2015 le pmi della Puglia hanno conseguito risultati migliori rispetto alle aziende del Mezzogiorno sia dal punto di vista dei ricavi (+4,2% contro +3,9%) che da quello del valore aggiunto (+5,4% contro +4,9%) sia, infine, da quello del margine operativo lordo (8,5% contro 5,7%).

I segnali sono positivi, ma la strada è ancora in salita per recuperare il divario rispetto al 2007, prima che la crisi scoppiasse. Da allora il numero delle imprese pugliesi è diminuito del 10% e, complessivamente, la loro redditività lorda è diminuita del -35%.

Guido Romano, responsabile degli studi economici di Cerved  ha affermato che «la selezione ha spazzato dal mercato le imprese più fragili costringendo le altre a rafforzarsi. Per le Pmi pugliesi è ora il momento di investire, sfruttando le agevolazioni fiscali in campo e una struttura finanziaria più equilibrata. È questa la strada per accelerare e per tornare velocemente verso i valori pre-crisi».

Domenico Favuzzi, presidente di Confindustria Puglia, ha concluso: «È la Puglia che lavora e compete ogni giorno. Una Puglia protagonista, che non ha mai smesso di credere nel suo sviluppo, continuando a distinguersi per dinamismo imprenditoriale e propensione all’export».

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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