Il settore del mobile e la sfida della digitalizzazione

Dalla ricerca “Digitale e web nel settore arredamento” condotta da Pragma è emerso che 1 impresa su 4 non ha un sito web.

Redazione MondoPMI
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Icona del Made in Italy, il settore del mobile e dell’arredo si sta approcciando al mondo del digitale e dell’industria 4.0. Il settore, che negli anni della crisi ha subito perdite pari al 25% delle imprese del comparto e al 30% degli addetti, ha intuito le possibilità che la tecnologia e il digitale possono offrire. Il punto di partenza non è dei più semplici: la grande maggioranza delle piccole aziende non ha ancora iniziato a muoversi in tale direzione. Questo dato è confermato dalla ricerca “Digitale e web nel settore arredamento” condotta da Pragma per conto di Registro.it. Il focus del campione analizzato è stato incentrato sulle piccole e micro imprese, da cui l’indagine ha fatto emergere alcuni dati interessanti:

  • il 74% ha un dominio internet, mentre il 26% degli partecipanti non ha un sito web e non sente la necessità di averne uno;
  • il 64% di chi possiede un proprio sito web attribuisce molta importanza a questo mezzo;
  • il 35% degli intervistati ha attuato campagne di marketing e comunicazione online;
  • il 65% del campione non utilizza i social network per promuovere la propria attività.

Per quanto riguarda il canale di vendita e-commerce, solamente il 10% delle imprese ne fa uso.

Lo scenario di partenza del settore, ancora lontano dall’industria 4.0, rimarrà tale per la grande maggioranza dei partecipanti alla ricerca. Solamente il 15% degli intervistati ha dichiarato di voler fare investimenti nel digitale entro un breve lasso ti tempo.

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COME ACCELERARE LA DIGITALIZZAZIONE

Per velocizzare il processo di digitalizzazione sono stati organizzati dal CNA degli eventi e incontri, in contemporanea al Salone Internazionale del Mobile, dedicati alla manifattura 4.0.

Martino Negri, ricercatore di tecnologia del legno dell’Ivalsa-Cnr, l’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, spiega come “Le vecchie falegnamerie con la sega e la pialla sono un ricordo lontano”, aggiungendo che “adesso l’information technology sta invadendo anche il mobile-arredo in senso stretto, e comincia ad approdare pure nelle piccole imprese. Del resto, non dimentichiamo che l’Italia è, insieme con la Germania, leader mondiale nelle macchine per la lavorazione del legno. E oggi questi macchinari, inevitabilmente, sono sempre più automatizzati e informatizzati”.

La digitalizzazione dei processi, quindi, potrebbe dare la spinta per rilanciare l’intero settore dell’arredo e del mobile, in particolar modo nei mercati internazionali.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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