Vendite al dettaglio ad Aprile 2017: luci ed ombre

Redazione MondoPMI
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vendite al dettaglio ad aprile 2017

Secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, la situazione del commercio in Italia presenta forti chiaroscuri; Le vendite al dettaglio ad aprile 2017 mostrano da un lato una tendenza netta nella scelta dei formati commerciali di riferimento, dall’altro la ripresa che si sta affacciando rimane timida nei suoi effetti sul commercio.

Le rilevazioni per le vendite al dettaglio ad aprile 2017 ci consegnano un quadro di sostanziale stabilità rispetto a marzo, e di crescita rispetto ad aprile 2016: le vendite in valore segnano -0,1% su marzo 2016, e +1,2% rispetto ad aprile del 2016. Idealmente la situazione congiunturale sarebbe in stallo, e quella tendenziale in leggera crescita. Tuttavia, se si allarga lo spettro di valutazione, i dati rivelano un assetto più complesso; il confronto tra il trimestre febbraio/aprile e quello precedente, vede la crescita in valore fermarsi allo 0.5%; confrontando invece la situazione dall’inizio dell’anno, il dato delle vendite sempre in valore torna a -0,1% sul 2016.

Una situazione di sostanziale contrasto, che rispecchia bene una ripresa che al momento pare non confermarsi del tutto.

la distribuzione settoriale delle vendite al dettaglio ad aprile 2017

Il break down settoriale delle vendite al dettaglio ad aprile 2017 mostra un incremento in valore del 4,1% su aprile 2016 per la componente alimentare, ed una diminuzione dello 0,7% per la componente non alimentare; la diminuzione si articola in questo modo nei diversi sotto-settori:

  • Libri, giornali, riviste e cartoleria: -3,4%
  • Prodotti farmaceutici: -2,7%
  • Giochi, giocattoli, sport e campeggio: +1,4%
  • Categorie residue: +2,8%

In sostanza, si convalida una tendenza legata all’editoria ed alla cartoleria; probabilmente frutto in parte dell’evoluzione tecnologica, che porta alla sostituzione della carta con i devices elettronici; una componente però potrebbe dipendere dal rapporto sempre idiosincratico degli italiani con editoria e carta stampata.

la distribuzione per formati delle vendite al dettaglio ad aprile 2017

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La scomposizione per formati commerciali vede il rafforzamento di una tendenza già nota: le vendite al dettaglio ad aprile 2017 confermano la crescita della grande distribuzione, ed il declino dei piccoli rivenditori: la prima registra un aumento delle vendite pari al 4,3% in valore su base annua; la seconda invece diminuisce dell’1,7%. In dettaglio, la grande distribuzione è in crescita su tutti i formati:

  • +5% supermercati
  • +4,6% ipermercati
  • +4,2% discount

Per i piccoli esercizi, invece, il calo è maggiore mano a mano che ci si sposta sulle strutture più piccole: i negozi con 5 addetti o meno subiscono una diminuzione in valore pari a -4,4%; prosegue quindi la crisi per il dettaglio di piccole dimensioni, che ha visto questi formati perdere tra il 2008 ed il 2016 circa il 13% delle vendite in ambito alimentare, e più dell’11% nel non alimentare. Una situazione che non sembra dipendere dall’evoluzione del ciclo economico, ma da fattori legati a cambiamenti strutturali nelle abitudini del consumo.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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