Nuovi voucher per l’agricoltura

Via ai nuovi PrestO per pensionati, studenti e disoccupati coinvolti nelle raccolte autunnali

Redazione MondoPMI
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voucher per l'agricoltura

Coldiretti annuncia l’aggiornamento della piattaforma Inps in merito ai pagamenti per le prestazioni di pensionati, studenti e percettori di integrazione al reddito: rimosse quindi le limitazioni previste nella normativa originale anche sui voucher per l’agricoltura.

Nonostante infatti siano stati creati nel 2008 specificatamente per il pagamento delle prestazioni stagionali durante la vendemmia, negli anni a seguire i voucher sono stati estesi anche agli altri settori, e recentemente sono diventati uno dei più utilizzati (e discussi) metodi per integrare la forza lavoro, in particolare all’interno delle PMI.

Mentre però in altri ambiti i voucher sono stati oggetto di una marcata semplificazione delle procedure, per il comparto agricolo quasi tutto è rimasto come nella vecchia normativa. Finalmente ora, dopo lunghe attese, anche le aziende agricole potranno usufruire delle facilitazioni in materia di pagamenti dei lavoratori stagionali: dal 28 settembre sarà sufficiente effettuare un’unica comunicazione per una prestazione non superiore a tre giorni.

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Sebbene la vendemmia stia volgendo al termine, i voucher per l’agricoltura rappresenteranno comunque un’opportunità per i lavoratori stagionali per i restanti mesi del 2017: potranno infatti essere utilizzati per la raccolta delle rimanenti uve nei vigneti, per quella delle olive, delle castagne, delle pere, delle mele fino a quella delle zucche.

Il ritardo nell’utilizzo dei PrestO nel comparto agricolo e ortofrutticolo ha determinato un trend negativo nel corso degli ultimi anni. I dati testimoniano infatti che nel 2016 sono stati venduti 2.210.440 voucher per l’agricoltura, per un totale di 380 mila giornate di lavoro: cifra che risulta inferiore rispetto all’anno precedente e che si attesta agli stessi livelli del 2012. La complessa procedura di pagamento tramite i voucher, propria della normativa iniziale, ha così evidentemente scoraggiato le aziende agricole nell’utilizzo di questi strumenti di pagamento.

La speranza ora è di rinvigorire l’utilizzo dei voucher per l’agricoltura in modo da ristabilire un trend positivo ed incentivare le aziende a riadottare questi mezzi: un obiettivo della messa in vigore dei voucher in questo comparto è anche quello di avvicinare i giovani studenti al mondo del lavoro, in particolare all’agricoltura, e a mantenere attivi molti anziani pensionati evitando forme di evasione fiscale.

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Image credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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