Futuro delle PMI: aumenta l’ottimismo

Ecco i risultati del primo Future of Business Survey.

Redazione MondoPMI
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Le PMI di tutto il mondo guardano con fiducia al futuro del loro business. A rivelarlo sono i dati preliminari trapelati dal Future of Business Survey, l’indagine promossa e compartecipata da Facebook, Ocse e Banca Mondiale, che sottolinea come l’andamento economico finanziario appaia alle imprese migliore del presente.

Il sondaggio, primo del suo genere, ha coinvolto finora circa 100 mila aziende provenienti da 22 paesi, coinvolgendole direttamente all’interno della piattaforma social più famosa. Il Business Confidence Indicator, l’indice su base 100 che ha misurato le risposte delle PMI si è attestato per il mese di agosto a 38 punti per tutto ciò che riguarda il proprio business, mentre il sentiment sull’industria nel suo complesso ha fermato l’asticella a quota 24 punti.

Il focus sull’Italia

Concentrandoci sui dati provenienti dalle PMI italiane si nota come prevalga ancora l’incertezza, segnale inequivocabile è il 42% raggiunto dalle imprese che hanno una visione neutra della situazione attuale della propria impresa anche se il 41% ha una visione positiva (come indicato dai dati Istat di qualche giorno fa). Il restante 17% si dichiara al contrario negativo.

Migliora la situazione, come a livello globale, su quelle che sono le previsioni future di business: qui le percentuali salgono al 48% per la positività, il 37% si dice neutro mentre il 15% è negativo.

Come utilizzano gli strumenti online?

I gestori delle pagine aziendali utilizzano gli strumenti del web prevalentemente per scopi legati al marketing e comunicazione, far conoscere i propri prodotti e servizi, fornire informazioni, fare promozione verso nuovi clienti e comunicare con loro.

A livello di organico, nel 72% dei casi le PMI del nostro Paese negli ultimi 6 mesi non hanno avuto un incremento del numero dei dipendenti per il 13% è aumentato e per il 15% è diminuito. Dato che fa riflettere è quello relativo al commercio internazionale: solo il 17% è impegnato nel commercio internazionale, molto basso conoscendo ciò che il Made in Italy rappresenta nel mondo.

Le sfide principali per le Pmi intervistate sono rappresentate dall’aumento delle entrate (61%), dall’attrarre clienti (59%). La meta’ degli intervistati vede nell’incertezza per la situazione economica la principale sfida da affrontare mentre il 45% punta a mantenere la redditività.

Image Credit: shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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