Il marchio 100% Made in Italy

Come proteggere i nostri prodotti dalla contraffazione?

Paolo Pugni
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Uno degli elementi di eccellenza delle PMI italiane e degli artigiani “nostrani” è sicuramente la qualità estrema che viene messa in ogni fase della realizzazione di un prodotto. Lo Stato, per proteggere questa risorsa fondamentale, ha tutelato l’ingegno e la creatività di casa nostra con la legge-166-2009 che permette alle imprese di marchiare con l’etichetta 100% made in Italy prodotti che siano progettati, disegnati, realizzati e confezionati in Italia.

Il logo 100% made in Italydi proprietà di Confartigianato Macerata, è reso disponibile a chi ne faccia richiesta secondo le indicazioni che vengono di volta in volta fornite. Non si tratta di una certificazione, bensì di una autocertificazione, secondo la quale l’azienda garantisce ai propri consumatori di avere effettivamente realizzato il ciclo produttivo interamente in Italia. Nel caso in cui si verificasse un’infrazione di questa norma, dichiarando per esempio il falso sull’autocertificazione, le sanzioni applicate prevedono multe fino a 250mila Euro.

Qual è la ragione per la quale è importante fare uso di questo marchio?

I prodotti italiani sono così fortemente associati al concetto di qualità nel mondo da essere oggetto di grande contraffazione. In alcuni casi si tratta di escamotage legali: si tratta dei cosiddetti prodotti italian sound, che nell’aspetto e nel nome accennano all’originalità del nostro paese ma che sono prodotti all’estero senza rispettare la disciplina del Made in Italy.

Il logo 100% made in Italy, a questo proposito, mira a garantire all’acquirente che il prodotto sia effettivamente e completamente realizzato nel nostro paese, e quindi figlio di quella creatività, di quella passione e di quel dettaglio che sono le caratteristiche tipiche del lavoro delle nostre imprese e dei nostri artigiani.

Il logo, depositato al Ministero dei Beni Culturali italiani, trae vantaggi dalla promozione costante delle nostre istituzioni in tutto il mondo. Oggi, infatti, ha già raggiunto una buona notorietà e viene spesso ricercato, soprattutto dalle multinazionali estere che vengono in Italia per delle missioni di incoming, con il fine di entrare in contatto con nuovi potenziali fornitori che abbiano i requisiti necessari per apporlo sui loro prodotti.

Il vantaggio è dunque evidente: si tratta di una possibilità in più per mettere in luce la grande qualità dei nostri prodotti e può diventare un fortissimo strumento di marketing per differenziare la produzione delle PMI, il cuore pulsante del nostro tessuto economico.

Per maggiori informazioni: Madeinitaly.it

Image Credit: shutterstock

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Paolo Pugni

Paolo Pugni

Il mio compito è di aiutare le aziende a fare più profitti sviluppando piani strategici che esaltino le proprie eccellenze. In particolare affianco imprenditori e gestori per definire strategie di marketing e di vendita e per pianificare progetti di export partendo anche da zero. Ho pubblicato "Primi passi nell’export" (Franco Angeli). Collaboro con molte PMI in Italia e con enti quali scuole, ASL, società scientifiche.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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