Logistica internazionale: cosa devo sapere?

Valuta la tua strategia export partendo dal servizio offerto.

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Per aumentare il fatturato di un’azienda puntando all’export, è imprescindibile una gestione efficiente ed efficace della logistica del prodotto che si vuole vendere. I potenziali clienti è probabile stiano già importando un prodotto sostitutivo a quello che si vuole proporre loro, quindi per risultare attrattivi l’offerta dovrà essere composta da un buon prodotto abbinato ad un buon servizio. La logistica è una variabile fondamentale del servizio. Tale tema è tanto più significativo quanto più il cliente/mercato risulta service oriented e non price sensitive.

Gli aspetti da studiare per gestire al meglio la logistica internazionale sono:

  • International Commercial Terms (comunemente detti INCOTERMS)
  • Accordi internazionali in genere
  • Classificazione doganale del prodotto (da cui dipenderà anche la tassazione)
  • Documentazione necessaria per il trasporto merci a seconda del paese
  • Norme sugli imballaggi

In ciascuna offerta commerciale ben fatta deve essere indicato l’ INCOTERMS che si intende utilizzare per gestire la spedizione, che determinerà oltre alla ripartizione dei costi di spedizione anche il passaggio di proprietà e di responsabilità del bene.

La resa più cautelativa (e forse meno indicata se si vuole fare della logistica un’arma per risultare attrattivi verso i potenziali clienti) è EX-WORKS, comunemente detta Franco Fabbrica. Tramite questa resa il fornitore scarica tutta la responsabilità e i costi di spedizione sul cliente dal momento in cui il materiale viene prelevato dallo stabilimento.

Altrimenti vi sono rese che prevedono che il materiale arrivi presso qualche punto di raccolta o presso la sede/magazzino del cliente stesso; tra queste: FOB, DAP, DDU, CPT o CIP. Tramite queste rese il fornitore si incarica della gestione del trasporto (costo e responsabilità in caso di danni alla merce) fino ad un punto stabilito ed indicato in fattura.

Qualunque sia la scelta che si farà, è importante avere chiara la situazione di mercato ed offrire al cliente una soluzione che sia per lui vantaggiosa dato che sul mercato globale il solo prodotto non basta più per essere scelti tra tanti concorrenti.

Image Credit: Shutterstock

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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