Maker Faire Rome: esperienza e maturità

Grande successo di pubblico per la manifestazione che ha messo in mostra il saper fare del nostro Paese.

Redazione MondoPMI
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Maker-Faire

Lo scorso week end a Roma si è tenuta l’edizione europea della Maker Faire, un evento unico nel suo genere per tematica e per spirito di partecipazione di espositori e visitatori.

Maker Faire Rome 2015 ha fatto registrare oltre centomila presenze, migliorando i numeri dell’edizione precedente, e presentandosi come l’evento di attrazione più grande dietro soltanto a quelli sportivi, religiosi e musicali (ne avevamo parlato qui). Ciò sta a simboleggiare come il movimento dei makers sia un tassello importante per la crescita delle realtà industriali italiane ed internazionali, ma soprattutto per le generazioni future che hanno avuto modo di vedere e toccare con mano cosa vuol dire fare impresa e ricostruire il futuro partendo dalle fondamenta solide della conoscenza e della cultura italiana.

Proprio questo concetto di fare e ricostruire le tradizioni è rappresentato nel progetto di Banca IFIS in collaborazione con Maker Faire Rome 2015 chiamato Fare Impresa Futuro. Il progetto era presente allo stand 01 del padiglione K, con il vivace gruppo della Banca che ha raccolto le candidature per il format Botteghe Digitali (qui potete vedere alcune pillole in anteprima). Obiettivo dell’iniziativa è far incontrare artigiani e makers fornendo una squadra di consulenti che li accompagni in un percorso di formazione sul mercato digitale.

Al termine di questo percorso quelle che un tempo erano le imprese artigiane, più comunemente conosciute come le botteghe del paese, diventeranno botteghe digitali, incarnando lo spirito che ha invaso la città di Roma in questi tre giorni di fiera. Il format video Botteghe Digitali, è stato presentato alla Maker Faire con un talk in cui sono stati protagonisti Giovanni Bossi AD di Banca IFIS, Stefano Micelli autore del libro Futuro Artigiano e Stefano Schiavo esperto di management. Botteghe Digitali racconterà tutte le vicende di digitalizzazione e innovazione che interesseranno cinque realtà artigiane italiane, espressione dell’eccellenza del saper fare.

Il ruolo di una banca come ente finanziatore può sembrare fuori luogo all’interno di un contesto come la Maker Faire ma non è così se si guarda al progetto presentato e alla forma del supporto che viene fornito: nello specifico strumenti di consulenza manageriale e di finanza, ecco che aiuta a innovare, per formare realtà imprenditoriali di successo.

L’esperienza della Maker Faire ci dimostra come sia importante il saper fare qualcosa e la contaminazione, ma ci insegna e ci trasmette quella mentalità pragmatica americana che fa vivere gli errori e i fallimenti come delle milestone importanti e fondamentali per il successo di domani.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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