SAS Forum Milan: facciamo cultura sui dati

Le innovazioni tecnologiche spingono gli Analytics, anche per le PMI.

Redazione MondoPMI
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Il colpo d’occhio entrando per la prima volta nella sala plenaria del Centro Milano Congressi è dei più suggestivi: gli interventi del SAS Forum Milan si sono susseguiti qui, in un palco stile “ring” in attesa di ospitare un incontro di boxe dei pesi massimi.

Ma dei pugili non ne abbiamo visto nemmeno l’ombra; giovedì 28 aprile, infatti, non si è parlato e raccontato di sport, ma si è fatta cultura, in un settore che sempre di più occupa un ruolo fondamentale per il business, quello dei Big Data e degli Analytics.

I presupposti di partenza erano chiari: “Analytics Everywhere”, è stato il tema centrale del SAS Forum Milan 2016, per far capire fin da subito che il periodo di rivoluzione tecnologico/digitale che stiamo attraversando coinvolge tutto e tutti in qualsiasi momento e luogo, ed in molti se ne stanno accorgendo.

Quando alle 11 sale sul palco il CEO di SAS Italy Marco Icardi, infatti, la sala è gremita: oltre 2000 i partecipanti, manager e rappresentanti del mondo finance, della pubblica amministrazione e del mondo accademico sono intervenuti, curiosi e interessati, per conoscere e far conoscere questo settore.

Icardi dal palco comincia a snocciolare dati: sono oltre 5 milioni gli utenti che nel mondo utilizzano software per l’analisi dei dati, ormai sempre più user-friendly e fruibili anche dai non addetti ai lavori. Pensando ad un mondo in cui i dispositivi connessi (detta all’inglese, Internet of Things) saranno da qui a 4 anni oltre 50 miliardi, riusciamo ad ipotizzare quanti dati saranno prodotti da questi device e come potranno essere decisivi per lo sviluppo del business? Già adesso i numeri sono impressionanti: ogni minuto si contano 20 milioni di conversazioni whatsapp, 2 milioni 400mila interrogazioni su Google e 1400 corse su Uber e la crescita è esponenziale.

Dopo Marco Icardi, è il turno di Barbara Cominelli di Vodafone Italia ad illuminare la platea in sala; la sua esperienza di Director of Commercial Operations & Digital ispira il pubblico. Nel settore telecomunicazioni, la svolta digitale ha già rivoluzionato la Customer Journey del cliente medio, che adesso passa attraverso tutti i canali dell’azienda, ed è sempre più caratterizzata da micro touch point dei quali il 90% è legato alle nuove tecnologie digitali.

Ma è con Tamara Dull, Direttore delle Emerging Technologies in SAS, che si raggiunge il momento clou della mattinata: IoT Cool or Creepy? è il titolo del suo speech.

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Nei suoi 15 minuti a disposizione, la Dull, esplora il mondo dei dati come vettore di conoscenza per tutti, dal business al mondo accademico. Il momento centrale è stato comunque il suo focus sul grande dilemma sulla sicurezza dei dati: quanto siamo disposti a condividere i nostri dati? Quanto ci sentiamo sicuri che questi non finiscano in mani sbagliate? Un argomento complesso, che mette in campo molti fattori diversi, ma che deve essere sempre di più un argomento di coscienza collettiva.

A chiudere la mattinata ci hanno pensato Paolo Bruttini, socioanalista e consulente, il confronto live con Mauro Maldonato, psichiatra e professore all’università della Basilicata, l’esperienza dei Data Journalist di Data Ninja e l’incredibile performance live di Miyoko Shida Rigolo (ne trovate un veloce passaggio qui).

Ma le novità tanto attese arrivano con la chiusa nuovamente affidata a Marco Icardi: è stata presentata ufficialmente al mercato europeo la nuova piattaforma SAS Viya, un’altra grande rivoluzione che arriva proprio allo scoccare dei 40 anni di attività dell’azienda; SAS Viya è una nuova architettura in cloud che sempre di più incontra le esigenze delle aziende, perché nasce dal diretto confronto tra SAS e le imprese stesse. E il nuovo programma di digital learning che porterà in azienda la cultura del mondo Analytics e Big Data, con in testa le PMI, le realtà che ogni giorno realizzano i vantaggi competitivi dai nuovi strumenti analitici.

Nei prossimi giorni approfondiremo il tema dell’analisi dei dati al servizio della piccola media impresa italiana nell’intervista che abbiamo fatto con Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy.

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3 risposte a “Aprire Partita IVA nel 2015: quanto costa?”

  1. Grazie di questo preciso specchietto; chiedo anche quanto potrebbe essere un costo annuale di gestione da parte di un commercialista

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Il costo annuale del commercialista dipende molto dalla zona e dal professionista che interpelli. In media si tratta di 1.000 euro all’anno ma potrebbe variare da 500 a 2.000 euro. Un altro aspetto da considerare oltre a quelli citati nell’articolo è l’adesione al regime dei minimi. Il miglior consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad un commercialista di fiducia.

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