Auto aziendali: crescono i costi per le imprese

Studio Baldassi
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L’aumento dell’IVA al 22% ha avuto ripercussioni in tutte le attività delle aziende, anche nella gestione della flotta delle auto aziendali. Dal primo ottobre infatti il costo dell’acquisto e della gestione delle auto per i propri dipendenti è incrementato a causa della parziale non detraibilità delle spese sostenute.

In termini tecnici,  ecco tre casi di come l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto ha influito nel conte economico delle imprese:

  • se le vetture sono utilizzate in maniera non esclusiva per l’attività di imprese e professionisti, l’IVA è detraibile al 40% a prescindere dalla quota di impiego extra-aziendale. Inoltre, se il costo della macchina è superiore a 18.076 euro, l’incremento dell’aliquota diventa un costo non ammortizzabile.
  • La detraibilità totale spetta alle vetture utilizzate in via esclusiva per scopi professionali, a patto di essere capaci di dimostrare tale condizione. Questo presupposto rende nullo l’incremento dell’aliquota in quanto la maggiore spesa non impatta nel conto economico dell’azienda.
  • Diverso discorso per le vetture concesse come benefit ai dipendenti, dove il punto della questione è quello di verificare se il datore di lavoro addebita o meno un corrispettivo al lavoratore. In questo caso il pagamento dell’IVA deve avvenire secondo il valore nominale, a meno che la società non abbia fatto la detrazione del 40% come spiegato nel primo punto.  Nel caso l’azienda addebiti al dipendente un corrispettivo, sia esso per le spese di carburante che per quelle di gestione del mezzo, esso andrà fatturato al 22%.