Accesso al Credito e crescita PMI: la ripresa è rinviata al 2015

Redazione MondoPMI
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Timidi segnali di ripresa per l’Italia che pur registrando ottimi risultati nell’export – con il +9,2% degli ordinativi esteri dell’industria ad aprile, dato Istat – rimane in attesa di una crescita della domanda interna.

Secondo una ricerca di Ernst&Young, il 2014 dovrebbe terminare con un aumento dello 0,3% del Pil. Le previsioni contenute nel report “Eurozone forecast”, sottolineano le attuali difficoltà del nostro Paese ad agganciare gli altri stati Europei,  posticipando concreti segnali di crescita solo nel 2015.

I settori più dinamici per il 2015 saranno il manifatturiero e le telecomunicazioni, verso i quali si prevede +2,7% su base annua, a seguire: le costruzioni e le utilities. In questo scenario il made in Italy potrebbe riuscire nell’intento di agganciare la ripresa e spingere gli altri comparti. Una previsione fortemente legata alle riforme strutturali e all’accesso al credito delle imprese.

Oggi la difficoltà di accesso al credito è ancora fra i problemi maggiori degli imprenditori italiani che faticano a trovare finanziamenti alle imprese. D’altro canto, dall’avvio operativo dell’iniziativa per la sospensione dei debiti delle PMI – da ottobre 2013 fino al 30 aprile 2014 – sono state accolte 23.204 domande, per un controvalore complessivo di finanziamenti in essere di 8,9 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 1 miliardo.

L’analisi aggiornata, svolta da ABI in collaborazione con le altre Associazioni di rappresentanza delle imprese, evidenza la distribuzione delle domande accolte per attività economica dell’impresa richiedente. Di seguito alcuni dati significativi:

  • il 26,9% settore “commercio e alberghiero”;
  • il 17,1% imprese del settore “industria”;
  • il 17,9% settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • il 6,5% imprese del settore “artigianato”;
  • il 6,1% imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 25,5% ad “altri servizi”.

In questo periodo la commissione Finanze in Senato ha inoltre avviato la riforma del sistema dei confidi: quel consorzio che svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati alle attività economiche e produttive.

Il disegno di legge, attualmente all’esame della commissione di Palazzo Madama, pone come obiettivo un migliore accesso al credito per le Piccole e Medie Imprese e prevederà una una serie di decreti per il rafforzamento della patrimonializzazione dei confidi stessi per favorire la raccolta di risorse pubbliche, private e del terzo settore; ed una nuova disciplina delle modalità di contribuzione degli enti pubblici finalizzati alla patrimonializzazione dei confidi nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato.

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