Agevolazioni per le PMI stanziate dal MiSE : un elenco completo

Redazione MondoPMI
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agevolazioni per le pmi

Le PMI rappresentano buona parte del tessuto imprenditoriale italiano. Dei 4 milioni di imprese che operano nel nostro Paese, il 99,9% sono di piccole e medie dimensioni. Inoltre, la quasi totalità di PMI, circa il 95%, comprende meno di 10 addetti ed è una realtà a conduzione familiare.

È sulle piccole aziende che poggia l’economia del Paese, e anche per questo il MiSE, ovvero il Ministero dello Sviluppo Economico, ha più volte deciso di investire su di esse per garantirne non solo la sopravvivenza ma anche la crescita.

Sono molte le agevolazioni dedicate esclusivamente alle PMI, che abbracciano aspetti vari quali le spese per l’acquisto di macchinari o la trasformazione digitale. Vediamole insieme.

 

AGEVOLAZIONI PER INVESTIMENTI IN MACCHINARI, IMPIANTI E TECNOLOGIE

I finanziamenti coprono le spese relative all’acquisto sia di macchinari e impianti adibiti alla produzione sia di materiali tecnologici quali hardware, software e tecnologie digitali. L’incentivo economico è pari al valore degli interessi di un investimento su base quinquennale con interesse annuo pari al:

  • 2,75% se si tratta di beni ordinari;
  • 3,575% se si investe in tecnologie e sistemi di tracking e pesatura dei rifiuti.

Il contributo è accessibile a tutte le PMI e le microimprese, indipendentemente dal settore di appartenenza.

 

AGEVOLAZIONI PER INVESTIMENTI IN MACCHINARI E TECNOLOGIE INNOVATIVE

Il finanziamento è rivolto soltanto a quelle PMI che operano in aree poco sviluppate dal punto di vista manifatturiero e che vogliono investire sulle proprie imprese per trasformarle in Smart Factory. La finalità degli investimenti dev’essere quella di innovare l’azienda e introdurre processi e tecnologie d’integrazione che la rendano a tutti gli effetti un’Impresa 4.0.

Il contributo economico è pari al 75% delle spese e viene ripartito secondo queste modalità:

  • Le micro e piccole imprese manifatturiere ricevono il 35% in forma di contributo economico e il resto in finanziamento agevolato;
  • Le medie imprese ottengono il 25% in forma di contributo e il resto in finanziamento agevolato.

 

VOUCHER PER CHI SCEGLIE UNA CONSULENZA SULL’INNOVAZIONE

Le PMI che decidono di rivolgersi a una società o a un singolo consulente per intraprendere un processo di innovazione, hanno diritto all’assegnazione di un voucher che copra parte delle spese previste dal servizio.

La copertura varia a seconda delle dimensioni dell’azienda:

  • 50%, per un massimo di 40 mila euro, nel caso di micro o piccole imprese;
  • 30%, fino ad un massimo di 225 mila euro, nel caso di medie imprese;
  • 50%, per un massimo di 80 mila euro, nel caso in cui più PMI decidessero di unirsi e fare rete per portare avanti un progetto comune.

Per le PMI innovative, inoltre, sono previsti una serie di vantaggi che vanno aldilà del semplice contributo economico, come una fiscalità semplificata e l’accesso al credito facilitato.

Se la PMI è quotata in un mercato regolamentato e facente parte dell’Unione Europea, entro la fine del 2020 è possibile richiedere un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute, purché non superino i 500 mila euro.

Infine, il Fondo di Garanzia fa da garante alle PMI per qualsiasi operazione finanziaria inerente con l’attività d’impresa. Il servizio viene erogato a titolo gratuito ma solo a quelle imprese che siano valutate come “sane” da un punto di vista finanziario ed economico.

 

Banca IFIS Impresa

 

INCENTIVI PER BREVETTI E MARCHI

Per quanto riguarda il possesso o la registrazione di un brevetto, le PMI possono ottenere degli sgravi sui costi se persiste una di queste condizioni:

  • Il brevetto è stato rilasciato dopo il 1° gennaio 2013
  • L’azienda è in possesso dell’accordo o clausola di opzione di acquisto del brevetto
  • Se l’azienda è neo-costituita ed è uno spin-off di ricerca, l’università deve partecipare nel capitale sociale con una quota non inferiore al 10%.

Il contributo è pari all’80% delle spese sostenute e può raggiungere il 100% nel caso di aziende spin-off, ma non può superare i 140 mila euro.

Nell’ambito dei marchi è riservata un’attenzione particolare a quelli storici, relativi a microimprese e PMI aventi sede legale e operativa in Italia che si siano iscritte nel Registro delle Imprese prima del 1967. Gli incentivi vengono rilasciati soltanto nel caso in cui l’impresa compia delle azioni per valorizzare o rivalutare il marchio storico, e il loro valore viene stabilito in seguito ad una stima del valore del marchio (in ogni caso, però, non può superare i 65 mila euro).

Per quanto riguarda gli altri marchi, invece, occorre fare una distinzione tra europei e internazionali:

  • nel primo caso, vengono concesse agevolazioni per una somma massima di 6 mila euro e non superiore all’80% delle spese sostenute;
  • nel secondo caso, il finanziamento ammonta sempre all’80% delle spese ma può raggiungere un massimo di 6 mila euro se il marchio di riferisce a un solo paese extracomunitario, mentre può arrivare ai 7 mila se il marchio si riferisce a più Paesi.

 

VOUCHER PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Possono richiedere il voucher le PMI e le startup innovative che intendono intraprendere investimenti all’estero. Per le piccole e medie imprese, però, sussiste un limite di fatturato: devono aver conseguito un utile in bilancio di almeno 500 mila euro nell’arco dell’ultimo esercizio.

Il voucher viene emesso sottoforma di finanziamento a fondo perduto e si distingue in:

  • Early stage: contributo di 10 mila euro con una spesa netta di almeno 13 mila euro
  • Advanced stage: contributo di 15 mila euro con una spesa netta di almeno 25 mila euro.
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Image credit: shutterstock