Alle imprese che esportano servono B2B affidabili

Burocrazia e risorse disponibili, gli ostacoli per lo sviluppo dell'export.

Redazione MondoPMI
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Per continuare la crescita nel mercati di tutto il mondo l’imprenditoria italiana ha bisogno di partner in loco che possano garantire la qualità Made in Italy.

Questo e molti altri dati emergono dal report congiunto di Assocamerestero-Doxa che ha analizzato ciò che le imprese italiane richiedono alle nostre Camere di Commercio situate in un paese straniero.

L’identikit di chi esporta

Sono perlopiù piccole, ancora più spesso micro, le imprese del Belpaese che si spingono oltre confine alla ricerca di ampliare la propria rete vendita e di conseguenza il fatturato. Dall’indagine emerge che gli “esploratori dei mercati” si muovono da poco più di un triennio e hanno contatti mediamente con 3-5 mercati esteri, ma nella maggior parte dei casi (80%) solo all’interno dell’Unione Europea, solo il 34% opera al di fuori dei confini continentali, con gli Stati Uniti in testa.

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Le maggiori difficoltà si incontrano nei viaggi in uscita verso l’Asia e l’Australia (ancora marginali nell’export PMI) che sono spesso ricchi di insidie soprattutto legate alle difficoltà di trovare in loco dei partner affidabili e che mantengano gli standard qualitativi nostrani. Un altro ostacolo sembra essere quello delle difficoltà doganali e delle imposizioni burocratiche di ciascun paese. Ma non solo gli intoppi amministrativi fermano le nostre aziende: anche le risorse interne incidono negativamente sull’espansione territoriale. Il 49% delle aziende fatica a trovare il personale disposto al trasferimento all’estero o non è dotato delle competenze necessarie per farlo (48,8%).

Le Camere di Commercio all’estero sono un valido appoggio per queste realtà, ben il 50%, infatti, ne ha fatto ricorso in questi anni. Nel 94% dei casi le imprese hanno un massimo di 49 dipendenti, l’82% ha un fatturato che non supera i 10 milioni di Euro e oltre la metà appartiene al settore manifatturiero. Ma nei prossimi 3 anni le prospettive cambieranno: saranno le imprese legate al commercio (44%) quelle che hanno maggiori velleità di espansione. Sarà un effetto positivo della possibilità di vendere online?

Image Credit: shutterstock