In aumento i contratti di rete tra le Piccole Medie Imprese

Studio Baldassi
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Crescono in maniera decisa le Piccole Medie imprese che si affidano ai contratti di rete per rilanciare la propria crescita. Sembra essere questa, per molte aziende, la soluzione da preferire per sconfiggere la crisi che ha messo in ginocchio molte aziende, soprattutto quelle meno strutturate.

Fare rete è una soluzione che premia il coraggio oltre che la visione degli imprenditori. Essere capaci di vedere nell’unione delle idee di business e di apertura a nuovi mercati rappresenta spesso una scelta lungimirante e proattiva verso il futuro. Cercare di creare valore attraverso l’associazione di più aziende significa in prima istanza ridurre al minimo le difficoltà legate alla dimensione della propria, garantendo una soluzione a problemi gestionali e operativi, impossibili da superare in realtà eccessivamente piccole.

Il tema della dimensione aziendale è infatti centrale nella creazione di reti d’impresa, infatti dai dati emersi dall’osservatorio di Intesa Sanpaolo, fatto 100 il numero delle aziende titolari di contratto di rete, ben 52 sono da considerarsi micro, mentre 31 sono classificabili come piccole. Dato altrettanto interessante è il settore nelle quali operano le realtà che hanno deciso di associarsi:

  • il 44.3% del totale appartiene al settore dei servizi, sia professionali sia quelli legati a ICT e turismo;
  • il 32% appartiene all‘industria ed in particolare alla metalmeccanica e alla produzione del metallo;
  • l’8.9% si riferisce alle aziende appartenenti al comparto agroalimentare;
  • marginali, ma numericamente significative anche le realtà inerenti il sistema moda, le aziende di costruzioni e l’immobiliare.

Soddisfacente anche la crescita in termini numerici: rispetto allo stesso periodo del 2012, nel secondo semestre 2013 si è assistito ad un +58% di stipula di contratti, che ha portato il numero complessivo nazionale pari a 1.353, ossia un rialzo di 389 legami. A livello regionale l’aumento maggiore è stato segnato in Lombardia, seguito da Emilia Romagna e Abruzzo. Fanalini di coda Valle d’Aosta e Molise, dove probabilmente per la struttura del tessuto imprenditoriale locale, non è stata scelta tale forma d’accordo in maniera massiccia.

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