Autoimprenditorialità e passaggio generazionale: più anziani alla guida di PMI

Studio Baldassi
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In tempi di disoccupazione crescente e di indagini che dimostrano che il desiderio di fare impresa è prioritario per molti giovani, aumenta l’età degli imprenditori alla guida delle Piccole Medie Imprese.

Secondo una ricerca dell’agenzia Ipsos, commissionata dalla CNA, ben il 24.1% dei titolari d’impresa ha più di 55 anni, con un stima di 500.000 pensionamenti nei prossimi 10 anni. Dal campione emergono anche dei dati molto allarmanti sulla situazione futura, in particolare per quel che concerne lo sviluppo dell’attività. Ben il 47% degli intervistati infatti non sa a chi cedere l’azienda e addirittura solo l’8% dichiara di essere disposto a vendere nonostante i costi molto elevati a livello burocratico.

Una fotografia dell’attuale situazione italiana che evidenzia uno squilibrio generazionale: giovani con difficoltà all’accesso al mercato del lavoro e all’autoimprenditorialità, contro professionisti di PMI incapaci di affidare il frutto del proprio lavoro a persone in grado di far continuare a vivere l’attività. Sempre dall’analisi Ipsos emerge che il 15% dei giovani tra i 18 e i 35 anni vorrebbe avviare un’attività  autonoma ed il 93% di questi dichiara di volerne rilevare una già in attività. Frenano tali desideri la difficoltà di ottenere finanziamenti alle imprese, l’eccesso di burocrazia ed il carico fiscale troppo elevato.

Il problema del passaggio generazionale resta centrale per le Piccole Medie Imprese: secondo la CNA infatti, proprio la scarsa incentivazione della trasmissione aziendale contribuisce per il 23.6% alla morte delle imprese meno strutturate, in particolare quelle di natura artigiana.

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