B2B: fatturazione elettronica in crescita

L'obbligo verso la PA incentiva l'innovazione tra privati.

Redazione MondoPMI
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Il mercato unico europeo digitale incentiva le aziende ad abbandonare la via analogica per diventare sempre più competitive grazie alla digitalizzazione.

Le conclusioni emergono dalla nona edizione del “Osservatorio fatturazione elettronica e dematerializzazione” della School of management del Politecnico di Milano. Nel solo 2015, il valore del transito telematico complessivo tra imprese è stato di 260 miliardi di euro, quasi il 10% del totale dei rapporti commerciali B2B.

La digitalizzazione dei rapporti tra imprese raggiunge l’apice della propria penetrazione con la fatturazione elettronica, effetto dell’obbligo, vigente da oltre un anno, del suo utilizzo nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione.

I numeri

La crescita dello scambio dei documenti digitali è stata esponenziale: aumentata di quattro volte tra il 2009 e il 2015, è sempre di più affiancata da strumenti come le extranet e i portali B2B, utilizzati oggi da oltre 100 mila imprese.

Il volume di fatture elettroniche scambiate è pari a 80 milioni, di cui 23,3 milioni verso la Pubblica Amministrazione. In un quadro totale che vede oltre 1,3 miliardi di fatture emesse nell’ultimo anno, può sembrare un numero esiguo, ma negli ultimi due anni la crescita è stata esponenziale: nel 2014 ha avuto una crescita del +2.500% sull’anno precedente, mentre nell’ultimo anno il balzo compiuto è pari al +400%.

Lo sviluppo sempre maggiore, in concomitanza con gli eventuali ulteriori incentivi alla fatturazione elettronica, potrà stimolare l’alfabetizzazione digitale delle imprese, soprattutto quelle più piccole.

Ma finora gli effetti della lunga recessione, e i freni culturali che inducono la resistenza al cambiamento, hanno smorzato l’effetto previsto dall’obbligo di fatturazione verso le PA. Le aspettative erano ben altre e ancora molte aziende non hanno approfittato delle nuove norme per aggiornare il metodo di lavoro.

In particolare, il punto debole delle PMI, segnalato da Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori digital innovation, è la mancanza di un percorso organico di innovazione e trasformazione digitale, per far evolvere e rendere meno costosi i rapporti tra le aziende.

Cosa ci si aspetta per il futuro? È necessario superare gli ostacoli che frenano lo sviluppo ed evolvere verso una fase successiva, in cui il digitale sia diffuso nei processi tra le imprese, come modo naturale di fare business.

Image Credit: shutterstock