Bando agricoltura: autoimprenditorialità e ricambio generazionale

Settore agricolo italiano: incentivi per i giovani imprenditori

Redazione MondoPMI
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autoimprenditorialita in agricoltura

Il bando per l’autoimprenditorialità in agricoltura e per il ricambio generazionale vuole dare un nuovo impulso al settore agricolo italiano. A beneficiare del bando, pubblicato da ISMEA, possono essere imprese individuali e PMI gestite da giovani under 40. Il bando autorizza la richiesta di un mutuo a tasso agevolato a tasso zero e, per le imprese con sede al sud Italia, un contributo a fondo perduto.

Il bando ISMEA per l’autoimprenditorialità in agricoltura

Il bando ISMEA ha l’obiettivo di finanziare gli investimenti fatti da aziende agricole che impiegano imprenditori con meno di 40 anni. Sono finanziabili gli investimenti affrontati per:

  • il subentro in un’azienda agricola esistente, a patto che l’azienda cedente sia in buone condizioni finanziarie e patrimoniali e che sia stata costituita da almeno 2 anni;
  • l’ampliamento di un’azienda agricola esistente, purché abbia un’anzianità di almeno 2 anni e che sia in buone condizioni sul piano finanziario e patrimoniale.

Possono quindi partecipare al bando i progetti di sviluppo o di consolidamento di imprese che si occupano di produzione agricola, di trasformazione di prodotti agricoli o della loro commercializzazione.

Nel quadro dell’iniziativa Resto al sud, il bando riconosce condizioni più vantaggiose alle imprese che operano nelle regioni del sud Italia. Per queste imprese è infatti prevista la concessione di un contributo a fondo perduto a copertura parziale delle spese.

Banca IFIS Impresa

 

Le spese finanziabili e gli interventi previsti dal bando

Il bando definisce in dettaglio quali sono le spese finanziabili ed entro quali limiti vengono riconosciute ai fini del finanziamento. Ad esempio:

  • l’acquisto di terreni è riconosciuto nei limiti del 10% del finanziamento concesso;
  • lo studio di fattibilità è finanziabile fino al 2% dell’importo totale dell’investimento;
  • le opere agronomiche vengono finanziate solo se l’azienda si occupa della produzione agricola primaria;
  • in totale, le opere agronomiche, le spese edili e gli oneri di concessione non devono superare il 40% dell’investimento complessivo;
  • sono ammissibili gli investimenti per l’acquisto di macchinari e impianti, per consulenze e servizi.

Alle imprese che rispettano tutti i requisiti stabiliti nel bando viene concesso un finanziamento massimo di 1,5 milioni di euro, articolato in:

  • un finanziamento a tasso agevolato che copre al massimo il 75% delle spese ammissibili;
  • per le imprese con sede al sud e nelle isole: un finanziamento a tasso zero che copre al massimo il 60% delle spese ammissibili e un contributo a fondo perduto per un importo pari al 30% delle spese riconosciute.
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Image credit: shutterstock