Bonus bancomat: cos’è e come funziona

Un credito d’imposta fino al 70% per l’acquisto o il noleggio del POS e del 100% sulle commissioni pagate sulle transazioni.

Redazione MondoPMI
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Bonus bancomat

Nuovi incentivi per professionisti ed esercenti che accettano pagamenti elettronici

Banca Ifis

Cos’è il bonus bancomat 

Il bonus bancomat è un incentivo introdotto dal DL n. 99/2021. Il provvedimento vuole favorire la diffusione dei pagamenti con moneta elettronica e in qualche modo va a sostituire il cashback di Stato. A differenza del cashback, pensato per i consumatori finali, la nuova misura è rivolta alle imprese e ai professionisti. 

L’obiettivo del bonus bancomat è quello di sostenere la diffusione dei pagamenti elettronici, permettendo il recupero di parte delle spese sostenute per dotarsi di POS, tradizionali o di ultima generazione, e per coprire le commissioni pagate da imprese e professionisti sui pagamenti fatti tramite carta di credito o di debito. 

Il bonus bancomat è previsto per i titolari di partita IVA che accettano pagamenti elettronici. Il provvedimento introduce: 

  • un credito d’imposta per l’acquisto o il noleggio dei dispositivi;
  • un credito d’imposta per coprire le commissioni pagate sulle transazioni.

 

A chi spetta il bonus e a quanto ammonta 

Il Decreto Legge introduce un primo credito d’imposta collegato all’acquisto o al noleggio di un POS. La percentuale del credito d’imposta che si può ottenere dipende sia dal tipo di dispositivo acquistato sia dal proprio fatturato annuale. 

Per il POS di tipo tradizionale è previsto un credito d’imposta di valore massimo pari a 160 euro. Il credito viene calcolato in misura differenziata a seconda del fatturato: 

  • le imprese che hanno ricavi annui fino a 200.000 euro possono recuperare il 70% dell’importo speso;
  • per chi ha un fatturato compreso tra 200.000 euro e un milione di euro il credito d’imposta è del 40%;
  • per imprese e professionisti con un fatturato compreso tra 1 e 5 milioni di euro viene riconosciuto un credito d’imposta del 10%. 

Chi opta per un dispositivo tecnologicamente evoluto in grado di trasmettere direttamente i dati di pagamento all’Agenzia delle Entrate può ottenere un credito d’imposta fino a 320 euro. La percentuale del credito è pari al: 

  • 40% della spesa sostenuta, se i ricavi annui sono compresi tra 1 e 5 milioni di euro;
  • 70% della spesa, per ricavi inferiori a 1 milione di euro. 

 

Come funziona il credito d’imposta sulle commissioni 

La seconda misura a sostegno delle imprese che accettano pagamenti con moneta elettronica permette di recuperare il 100% delle commissioni pagate a banche e a istituti finanziari sulle transazioni fatte. 

Già lo scorso anno era stato introdotto un credito d’imposta sulle commissioni, ma copriva soltanto il 30% dei costi sostenuti. Il DL n. 99/2021 ha innalzato la percentuale di credito d’imposta sulle commissioni al 100%. La misura è valida per le operazioni effettuate dal 1° luglio 2021 e sarà valida fino al 30 giugno 2022. 

Per ottenere il credito d’imposta, sia quello relativo alle commissioni sia quello riguardante l’acquisto o il noleggio dei dispositivi POS, è necessario indicare l’importo del credito in dichiarazione dei redditi.